L’Emilia in zona rossa per due settimane
In provincia sette decessi a Pasqua, settimana con alti contagi (1.165) e ricoveri (101). Lutti anche a Comacchio e Berra
Cala ancora, in Emilia Romagna, l’incidenza settimanale dei nuovi casi di coronavirus per 100mila abitanti: nel periodo 29 marzo-4 aprile il dato è stato di 253 (il valore ritenuto critico è 250, ma conta anche il tasso di riempimento degli ospedali). Il trend in discesa non ha consentito di evitare il collocamento della regione in zona rossa, dove resterà per almeno due settimane.
In zona arancione (l’altra ammessa fino al 30 aprile) sono entrati invece Veneto, Marche e la Provincia autonoma di Trento. Rispetto ad altre città dell’Emilia Romagna, Ferrara stenta a recuperare numeri più rassicuranti: l’incidenza dei nuovi contagi nell’ultima settimana è stata di 309 per 100mila abitanti, inferiore solo a Forlì-Cesena (332) e a Rimini (313). Il bollettino di ieri ha registrato una Pasqua di lutti: 7 in provincia. Si tratta di un uomo di 50 anni, di Comacchio, di una donna di 72 anni, di Lagosanto, di un uomo di 81 anni, di Vigarano Mainarda, di un uomo di 81 anni, di Berra, di un uomo di 61 anni, di Cento, di un uomo di 72 anni, di Tresignana, di una donna di 86 anni, di Serravalle a Po (Mn). Sono stati 143 i nuovi contagi registrati dal bollettino di ieri, 10 i ricoveri. Si è ridotta la pressione sull’ospedale di Cona, terapie intensive sempre al limite.
COMACCHIO IN LUTTO
La più giovane delle vittime di Pasqua legate al Covid porta il nome di Marco Barillari, 50 anni. Ex pescatore di Porto Garibaldi, Barillari soffriva da alcuni anni di una malattia che lo aveva costretto a lasciare il lavoro, «poi il Covid ha aggravato l’intero quadro clinico», racconta la sorella Sandra.
La famiglia del 50enne è molto numerosa, ben otto fratelli, anche se alcuni anni fa era morta una sorella. «Siamo legatissimi, non ci sono parole per descrivere l’improvvisa perdita di nostro fratello. Colgo l’occasione per ringraziare il personale del Sant’Anna, sono stati bravissimi e ci hanno permesso venerdì di vederlo l’ultima volta: era lucido, ci ha riconosciuto, ci ha chiesto informazioni della figlia, peccato non averlo potuto abbracciare» dice ancora la sorella.
Appassionato di moto, Barillari lascia la figlia Ilenia, l’ex moglie Lucia, i fratelli Donatella, Lorella, Sandra, Ermanno, Tiziana e Tonino, cognati e nipoti. Domani alle 15.30 l’ultimo saluto nella concattedrale di Comacchio, poi la tumulazione nel cimitero locale.
«ciao nonno»
Non ce l’ha fatta Vittorino Ferroni, l’81enne di Berra che da tempo lottava contro il Coronavirus: «Il giorno di Pasqua hai deciso di prendertelo in cielo con te. Fai buon viaggio nonno. Questa agonia è finita. Finché campo verrò sempre a trovarti». La vicenda dal triste epilogo è stata raccontata dal nipote Nicola: «Mi hai cresciuto come un figlio – scriveva affranto alla vigilia di Pasqua – e ora hai la vita appesa a un filo, attaccato a un respiratore. Spaventato, sofferente, in solitudine. Questo incubo non lo auguro neppure al peggior nemico». Il nome di Vittorino Ferroni è legato al settore dell’alimentazione: per anni è stato titolare dell’omonimo negozio di generi alimentari, dove gli subentrò una delle figlie assieme al genero. Ferroni è poi passato al gelato artigianale, una attività che è stata proseguita dagli altri due figli.
Purtroppo la pandemia ha colpito l’intera famiglia, undici persone che hanno dovuto ricorrere alle cure sanitarie. Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia per la perdita di «una persona tutta d’un pezzo e mai fuori posto». L’ultimo saluto fissato per venerdì alle 14.30, a Berra. —
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