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La Consulta popolare «Ampliare gli accessi alla Casa della Salute»

Katia Romagnoli
La Consulta popolare «Ampliare gli accessi alla Casa della Salute»

I casi di cittadini che non possono andare dal loro medico Il presidente del comitato, Giovanni Gelli, prende posizione  

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COMACCHIO. Medicina di gruppo della Casa della Salute “San Camillo” blindata e accessi consentiti solo a pazienti in possesso di prenotazione telefonica. Dopo il caso della donna comacchiese colpita da una orticaria diffusa su tutto il corpo, a cui era stato interdetto l’accesso al medico di base, perché sprovvista di appuntamento, prende posizione Giovanni Gelli, presidente della Consulta popolare per il “San Camillo”, nonché coordinatore provinciale del Tribunale per i diritti del malato di Ferrara. «Dopo che per anni si è predicato che non bisogna intasare i Pronto Soccorsi con i cosiddetti codici bianchi – dice Gelli –, ma occorre rivolgersi ai medici di base, adesso pare che non debbano neppure più esistere le urgenza da codice bianco. Una persona con una orticaria dermatologica – prosegue Gelli –, incapace di svolgere normalmente il proprio lavoro, ha difficoltà ad accedere alla Medicina di Gruppo del “San Camillo”, vuoi perché la segreteria non risponde al telefono, vuoi perché il medico di base non risponde, vuoi perché bisogna prendere l’appuntamento».

All’ingresso del “San Camillo” una guardia giurata filtra gli accessi, ma per Gelli, interpellato da alcuni residenti, impossibilitati a raggiungere il medico di famiglia, senza appuntamento telefonico preventivo, la situazione non è accettabile. «La comunicazione con gli utenti deve funzionare in modo più efficiente – prosegue Gelli –, in modo da considerare anche i codici bianchi. Chiedo all’Asl di provvedere in merito a questo».

NO VACCINi

All’attenzione della Consulta popolare è stata posta, a più riprese in questi giorni, anche un’altra problematica, relativa all’assegnazione dell’appuntamento per la vaccinazione di ultraottantenni al centro vaccinale di Codigoro, anziché al San Camillo. «È una situazione assurda – afferma Gelli –, perché il successo della vaccinazione sull’intera popolazione è favorito dal minor spostamento che la popolazione è costretta a fare, ma anche dal fatto che le strutture territoriali esistenti dovrebbero funzionare almeno in modo equilibrato».

La consulta rileva come l’arrivo di maggiori dosi di vaccino possa contribuire ad accelerare i tempi di apertura di un nuovo punto vaccinale all’interno del circolo culturale ricreativo Tennis Club Laguna. «Nel frattempo, si apra al San Camillo il terzo punto vaccinale, in modo da migliorare l’efficienza anti Covid del territorio». —

Katia Romagnoli

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