La Nuova Ferrara

Ferrara

il punto a lagosanto 

Turni aggiuntivi per garantire assistenza anche ai malati free

A.M.
Turni aggiuntivi per garantire assistenza anche ai malati free

Il dirigente distretto Sud Est: «Un impegno enorme» La responsabile infermieristica: «Nessun operatore sanitario si è mai tirato indietro» 

2 MINUTI DI LETTURA





Se nella prima fase della pandemia l’ospedale del Delta è stato un presidio Covid, oggi all’assistenza dei malati di coronavirus si affianca anche tutta l’attività sanitaria “free”, con due percorsi ben distinti che devono coesistere senza mescolarsi.

«L’ospedale di Lagosanto sta facendo uno sforzo sovrumano per fronteggiare questo periodo di emergenza - sottolinea Roberto Bentivegna, dirigente del distretto Sud Est, e responsabile facente funzione dei tre ospedali territoriali - Così come sono fondamentali l’ospedale di Cento, con 78 posti Covid di lungodegenza e medicina generale, e il Mazzolani Vandini di Argenta che invece è rimasta una struttura free. Un supporto indispensabile proviene poi dalle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale, che al momento stanno seguendo a domicilio 500 pazienti Covid, consentendo di alleviare il carico sugli ospedali, già molto gravoso».

Destinare tutti i dieci letti di terapia intensiva a disposizione del Delta ai pazienti Covid ha reso molto più complessa la gestione della sanità non legata all’emergenza epidemiologica.

Una delle sale operatorie è stata dunque chiusa per fare spazio a due letti intensivi per pazienti post intervento. Con la sospensione di tutta l’attività chirurgica programmata e non urgente, disposta a partire da metà marzo, al momento sono in funzione due sale operatorie sulle quattro standard, con una contrazione dell’attività di poco meno del 50 per cento, visto che una delle due sale lavora con orario prolungato, fino alle 18, secondo le indicazioni regionali.

La doppia gestione (Covid e free) ha determinato anche un raddoppio di guardie e turni per il personale, accompagnato da trasferimenti di operatori dall’area chirurgica (dopo la sospensione degli interventi non urgenti) a quella semintensiva Covid.

«In alcune circostanze abbiamo dovuto raddoppiare i turni - conferma la responsabile dell’Area infermieristica, Rita Sfargeri - ma siamo stati supportati dalla direzione con ulteriori assunzioni. In ogni caso nessuno si è mai tirato indietro di fronte alla richiesta di turni aggiuntivi, né coordinatori, né infermieri, né Oss». —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google