Il saluto alla mamma soffocata E la perizia sul figlio assassino
Fissati per sabato prossimo i funerali dell’anziana uccisa, Alberta Paola Sturaro Stefano Franzolin per la morte della madre sarà sottoposto ad esami psichiatrici
Tutti gli esami tecnici sono finiti, soprattutto quelli di natura medico-legale e così la procura ha dato il nulla osta per le esequie. I funerali di Alberta Paola Sturaro, l’anziana di 75 anni uccisa soffocata con un cuscino dal figlio Stefano Franzolin, 48 anni, sono stati fissati per sabato prossimo: la cerimonia funebre si svolgerà dalle 9. 40 nel Tempio di San Cristoforo in Certosa e quindi seguirà il trasferimento all’Ara crematoria.
L’inchiesta va avanti
È questo l’epilogo pubblico della tragedia di via Ghiara, al casa che madre e figlio condividevano con altri due figli– fratello e sorella, al quale potrà partecipare chi ha conosciuto la famiglia Franzolin-Sturaro. Dal punto di vista giudiziario, invece, il caso è appena stato avviato: il legale del figlio accusato di omicidio infatti, per motivi tecnici, depositerà solo la prossima settimana la richiesta di perizia psichiatrica alla procura e quindi al giudice: perizia che si dovrà eseguire in incidente probatorio, sopra le parti, per “congelare” le prove e indicare subito e senza dubbi le condizioni psichiche di Stefano Franzolin. La difficoltà è legata dal fatto che l’uomo pur avendo problemi di natura psicologico riscontrati da tanti, non aveva mai avuto una valutazione medico psichiatrica. Dunque, ora si dovrà valutare se la richiesta della difesa possa essere pertinente o meno per il caso. Un caso che tuttavia, fin dall’inizio, come gli stessi inquirenti hanno indicato non aveva natura criminale: Stefano Franzolin, la mattina del 22 marzo scorso nella casa di via Ghiara, dopo litigio e un rimprovero dalla madre («Sei peggio di tuo padre»), aveva perso il controllo e mentre la donna era nel letto le ha appoggiato un cuscino sulla faccia, soffocandola. In un primo momento, alla luce delle sue condizioni e soprattutto del fatto che i medici legali e gli stessi tecnici della Scientifica dei carabinieri non avevano repertato segni evidenti esterni che potessero portare all’omicidio, aveva sollevato dei dubbi sulla natura volontaria della morte.
L’autopsia confermò
L’autopsia tuttavia svolta pochi giorni dopo ha confermato tutto: la dona è morta di asfissia, volontaria, da parte del figlio che del resto aveva confessato subito di averlo fatto e quindi lo aveva confermato durante gli interrogatori coi magistrati. Attualmente, proprio per la sua condizione di vulnerabilità, Stefano Franzolin si trova detenuto, in arresto, nella camera di sicurezza dell’ospedale S. Anna dove era stato trasferito in psichiatria in attesa della definizione del caso e delle accuse di omicidio volontario aggravato, poi confermate anche dai giudici. –
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