Interventi sui livelli record «La punta si sta appiattendo»
Tamponi, visite e triage coprono gran parte del lavoro di 25 medici e 15 infermieri La coordinatrice Mazzanti: difficoltà di reclutamento
Vista dall’interno delle case dei ferraresi, la terza ondata Covid non ha ancora iniziato una decisa ritirata. «Dall’inizio di marzo ogni settimana batte quella precedente per richieste d’intervento, con l’eccezione di quest’ultima che mostra numeri in lieve regresso: diciamo che la sommità della curva si è appiattita» resta prudente Bertilla Mazzanti, la coordinatrice provinciale delle Unità speciali di continuità assistenziale dell’Asl, appunto i medici extraospedalieri dell’emergenza coronavirus. Cinque sedi territoriali (Ferrara, Bondeno, Argenta, Comacchio e Copparo), 26 medici e 15 infermieri in organico, compiti di assistenza a 360°, dalle diagnosi ai tamponi fino terapie, le Usca nell’ultima settimana completa hanno questi numeri: 250 triage telefonici, 270 visite, 37 trattamenti terapeutici, 287 tamponi e 46 radiografie; le vaccinazioni domiciliari non sono al momento prioritarie.
Grazie alle vaccinazioni il numero di anziani assistiti è molto diminuito, e i pazienti domiciliari si concentrano nelle due punte della forcella: la maggioranza ha lievi sintomi, poi si salta direttamente a quelli piuttosto gravi.
Il reclutamento in particolare dei medici per le Usca è «abbastanza difficoltoso in questa fase - segnala Mazzanti - Si tratta di appartenenti alle graduatorie dei convenzionati e c’è chi non accetta o preferisce altri lavori. Gli infermieri sono invece dipendenti del servizio sanitario nazionale»: si lavora sulle mobilità da territori meno soto pressione, in genere dal centro sud.
Mazzanti è in plancia dall’autunno, quindi dall’inizio della seconda ondata. —
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