La protesta degli "eroi" del Covid: "perdere un pezzo di stipendio è inaccettabile"
Infermieri e operatori sanitari in presidio davanti al Sant'Anna: per l'emergenza Covid, più assunzioni ma i fondi della Regione sono rimasti gli stessi. <Il rischio ora è quello della riduzione dei salari>
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FERRARA - Servono più risorse per il personale sanitario, e per affermarlo oggi (9 aprile)i sindacati Cgil , Cisl e Uil della sanità hanno promosso il presidio davanti all’ospedale Sant’Anna.
Un momento della protesta che arriva, hanno ribadito Erika Salvioli Erika, Sonia Uccellatori Sonia e Leonrado Uba, dopo il via alla raccolta firme in tutte le aziende sanitarie dell’Emilia Romagna per chiedere un aumento di risorse per la contrattazione aziendale: «Il rischio è che, non solo le donne e gli uomini che da oltre un anno stanno lavorando incessantemente per superare questa pandemia non vedano il giusto riconoscimento, ma addirittura possano subire una diminuzione dello stipendio».
I sindacati avvevano ricordato che non «oon servono bonus o premi, ma interventi strutturali: risorse stabili adeguate rispetto alle nuove assunzioni effettuate in questo periodo». E occorre che «vengano stanziati finanziamenti tali da garantire il pagamento della produttività, e delle indennità, ma anche per poter realizzare le progressioni economiche, che di fatto non vengono assicurate in maniera sistematica e progressiva, a cause della esiguità delle risorse economiche a disposizione delle Aziende».
«Tutto questo è inaccettabile» hanno detto anche oggi al presidio davanti al Sant’Anna, mentre nei giorni scorsi aveva consegnato una lettera di richiesta di sostegno della vertenza alla Direttrice generale Ausl Calamai, alla Direttrice Az. ospedaliera Bardasi e al presidente della Comitato sanitario territoriale Alan Fabbri.
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