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Sportelli bancari nel Ferrarese In dieci anni perso il 37%

Maurizio Barbieri

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Ferrara e provincia negli ultimi dieci anni gli sportelli bancari sono scesi da 226 a 143 (-83) con un calo percentuale di circa il 37%. Questi i dati forniti dall’ultimo studio della Fondazione per la Sussidiarietà. Chiaramente nel contesto ferrarese ha inciso la chiusura di molti sportelli ex Carife dopo che alla fallita Cassa di Risparmio di Ferrara è subentrata Bper. Proprio a questo proposito la chiusura maggiori di sportelli si è verificata dal novembre 2017 quanto è stata azzerata Carife e Bper ha ufficialmente assorbito gli sportelli. In provincia allora c’erano 209 uffici bancari, quindi un calo di 66 in poco più di tre anni.

L’Emilia Romagna è molto al di sopra al di sopra della media nazionale come densità di sportelli bancari. Nel 2020 aveva infatti circa 56 sportelli ogni 100.000 abitanti, rispetto alla media nazionale di 39 (la media europea è di 22). Per densità di sportelli la provincia di Ferrara resta leggermente al di sopra della media nazionale: ci sono infatti 43 sportelli ogni 100. 000 abitanti, contro i 39 in Italia e i 56 in Emilia– Romagna. Negli ultimi dieci anni gli sportelli in Emilia Romagna sono passati da 3.545 a 2.369, con una riduzione di 1.176 unità, pari al 33,2% (leggermente superiore alla media nazionale che si colloca intorno al –30%).

Nell’arco di dieci anni in Italia sono spariti quasi 10.000 sportelli bancari: da 34.036 a inizio 2010 a 24.312 all’inizio del 2020, circa il 30% in meno. Nonostante il calo però restiamo ancora quarti in Europa con 39 filiali ogni 100.000 abitanti, rispetto alle 56 di inizio decennio. La media europea si colloca a 22. È quanto emerge dal Rapporto sulla finanza sostenibile della Fondazione per la Sussidiarietà.

Tre quarti degli sportelli (18.393) appartengono a banche costituite come società per azioni. Seguono le banche di credito cooperativo con circa il 17% (4.236) e le banche popolari con il 6% (1. 548). Infine ci sono 135 filiali di banche estere. Un altro fenomeno esaminato dalla Fondazione per la Sussidiarietà è la diffusione dell’home banking. In dieci anni, dal 2010 al 2020, in Italia i clienti che utilizzano Internet per operare sul proprio conto sono raddoppiati, passando dal 18% al 35%. La Penisola resta però ancora molto lontana dalla media continentale del 58%. L’home banking è molto diffuso nelle maggiori economie come Spagna (62%), Germania (65%), Francia (66%) e Gran Bretagna (77%). Prosegue, intanto, il processo di concentrazione nel settore bancario. A fine 2019 i primi cinque istituti di credito in Italia rappresentavano il 47% delle attività totali. Uno scenario simile si riscontra in Francia (49%), mentre è inferiore in Germania (31%).

Più concentrato il mercato spagnolo (67%). «Il digitale, la concorrenza e la sfida della sostenibilità stanno rivoluzionando le banche e le relazioni con i clienti», osserva Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione. —

Maurizio Barbieri

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