Stalking con mutande dell’amante: lui arrestato, amica a processo
Il ferrarese aveva una relazione con una donna sposata che poi lo aveva lasciato. E iniziò a perseguitarla, con messaggi a lei e al marito. Aiutato dalla conoscente oggi rimasta unica imputata di molestie telefoniche
Lui, ferrarese, 48 anni, è già uscito dal processo, pagando un risarcimento alla ex amante, 5.000 euro: lo permetteva la legge, mentre oggi questo reato sarebbe “revenge porn”. Perchè lui dopo essere stato lasciato, per mettere in cattiva luce la donna davanti al marito e vendicarsi di lei, andò anche sotto la casa dei coniugi, sventolando mutande e biancheria intima della donna, mostrando anche foto e video hard: in quell’occasione però c’erano i carabinieri e lo arrestarono.
Ritorsioni in aula
Poi, come dicevamo, lui è uscito dal processo, ma una sua amica, 50enne, romana, che lo aveva aiutato in queste ritorsioni è finita a processo davanti al tribunale di Ravenna: secondo l’accusa si sarebbe intromessa in questa spinosa relazione a tre, aiutando il ferrarese a contattare la donna con cui aveva avuto quella relazione extraconiugale, e anche il marito di lei. Ora per il ruolo di “quarta incomoda” è sotto processo per molestie telefoniche da sola. Perchè come dicevamo, il ferrarese ha chiuso il conto per l’accusa di stalking estinguendo il reato, quando ancora era possibile farlo, pagando un risarcimento di 5mila euro.
Tutte queste azioni di stalking, è bene dirlo, fecero saltare il matrimonio dei coniugi, e il 3 dicembre 2017, al ferrarese costarono l’arresto, perchè recandosi sotto casa dei coniugi, sventolò quella biancheria intima della donna e mostrò su un Ipad, foto e video che la ritraevano in atteggiamenti intimi. Una vendetta messa in atto quando ormai la donna aveva confidato al marito i problemi derivati alla relazione già chiusa, nella speranza di salvare il rapporto coniugale. Non ci riuscì. Il giorno prima di quell’episodio, stando alle indagini dei carabinieri, lo stalker ferrarese si era rivolto all’amica. Sentita ieri in aula ha risposto alle domande del pm, dicendo di essersi limitata a prestargli il telefono per comunicare con la donna che aveva bloccato le sue telefonate e i suoi messaggi.
Messaggi e telefonate
Eppure, da una delle intercettazioni telefoniche finite negli atti, sarebbe emerso tutt’altro: la 50enne non solo avrebbe consigliato allo stalker come muoversi per riconquistare l’amata. Avrebbe anche inviato due messaggi vocali via whatsapp al telefono del marito tradito, incolpandolo dell’arresto dello stalker. Ci sarebbero anche altri messaggi scritti secondo l’accusa a quattro mani, che alla fine hanno fatto naufragare definitivamente il matrimonio. Fra questi la frase riportata nel capo d’imputazione: “Arriverò per parlare con lei di sua moglie”. Il processo riprende in settembre. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
