Si dimette in blocco il Cda del Borgatti «Scelta irrevocabile»
Cariani caustica: giunta e opposizione responsabili alla pari Arrivati in consiglio solo mercoledì i conti presentati 18 mesi fa
CENTO. «Dopo essere stati sfiduciati in consiglio comunale, era inevitabile la decisione di rassegnale le dimissioni da parte di tutto il Cda della Fondazione Teatro G. Borgatti». Lasciano così la presidente Milena Cariani e i consiglieri Simona Andalini, Isabella Benazzi, Loretta Calanca, Aurora Nuvoli, Simona Salustro e Ugo Terzi. Nel corso dell’assemblea straordinaria che si è svolta giovedì sera, hanno irrevocabilmente rassegnato le dimissioni, con effetto immediato, dalle loro cariche di presidente e consiglieri della Fondazione Teatro G. Borgatti di Cento.
L’AMAREZZA
È davvero molto amareggiata, la presidente Cariani: «La cultura a Cento non è mai importata a nessuno. Anche da questa amministrazione, come dalle precedenti, la cultura e i suoi problemi non sono mai stati presi in considerazione. Tant’è che nel consiglio del 7 aprile, è stato proposto il preventivo 2020, trasmesso dalla Fondazione Teatro all’amministrazione nel novembre 2019. E pensare che il Cda ha già trasmesso anche il preventivo 2021. La responsabilità è di tutti – rimarca Cariani-. Dal Comune e dalla giunta Toselli siamo stati ignorati. Toselli e la sua maggioranza hanno volutamente dimenticato questo bilancio in un cassetto, facendo venir meno il trasferimento dal Comune del saldo 2020. Poi i gruppi di opposizione e di Coerenza Civica, che in consiglio hanno fatto venir meno il numero legale necessario al voto della variazione del bilancio, impedendone l'approvazione».
SITUAZIONE DELICATA
Un’azione «dura - commentano la presidente Cariani e il CdA che all’unanimità hanno deciso di dimettersi - che va ad aggravare una situazione già delicata e difficile, dovuta alla sospensione delle attività in programma. Così vengono meno i presupposti necessari alla stabilità finanziaria e al patrimonio dell'ente. Dal governo abbiamo avuto ristori per 10mila euro, praticamente una mancia, mentre il Comune dà contributi alle imprese colpite dall’emergenza Covid, ma non ha previsto nulla per la Fondazione Teatro. Non potendo contare sul saldo 2020, inevitabilmente verremo meno all’impegno assunto con pubblico e sponsor, si precluderà il rimborso di 70mila euro di biglietti, abbonamenti e iscrizioni, e vi saranno ripercussioni anche sulle retribuzioni dei dipendenti, dal momento che da domani non riusciremo più ad anticipare loro la cassa integrazione».
La Cariani poi punta il dito: «Dispiace non essere stata invitata né in commissione, né in consiglio comunale a illustrare il punto. E chi lo ha illustrato non aveva le conoscenze adeguate. Inutile poi che i consiglieri di Coerenza Civica mi telefonino oggi. Potevano chiedere alla Fondazione Teatro informazioni sull’atto e sulle conseguenze della non approvazione, prima di decidere di non partecipare al voto. Ognuno si prenda le proprie responsabilità. Tra le tante inesattezze, il capogruppo Lodi si è permesso di criticare gli eventi di Cento Notti d’Estate, eppure è mai stato tra il pubblico».
CONTI IN ORDINE
Quel che è certo, è che dal momento della nomina, nel marzo 2017, il Cda «ha lavorato intensamente per ripristinare il pareggio di bilancio, risollevando la situazione economica e patrimoniale dell’ente. Quando ci siamo insediati c’erano 400mila euro di debiti, un patrimonio netto negativo di 150mila euro, da coprire solo con utili. Un grazie va agli imprenditori centesi e al pubblico che hanno creduto e sostenuto il Teatro. Oggi lasciamo una Fondazione coi conti in ordine, ma quanto accaduto in consiglio non consente di fare programmazione. Era già partita la programmazione estiva, dal ritorno dell’Opera Lirica e dei Musical, compreso la rassegna con oltre 50 spettacoli nel Centese. C’è da programmare la stagione teatrale 2021/22. Ci auguriamo che venga al più presto nominato un nuovo Cda che porti a termine tutto questo. La cultura deve continuare a vivere». E a chi pensa che la Cariani lasci per candidarsi a sindaco della Città: «Non ne ho assolutamente intenzione. Non mi interessa proprio». Da tutto il CdA un grazie al Comune per «l'opportunità di vestire un incarico tanto prestigio», mentre la Cariani rivolge un grazie speciale ai dipendenti: «In Fondazione Teatro ho trovato persone splendide. La scelta del CdA è stata di valorizzarne indole, capacità e proposte. Spero si continui su questa linea». —
Beatrice Barberini
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