«Toselli non ha più una maggioranza Adesso deve prenderne atto»
CENTO. «Non è certo colpa dell’opposizione se la maggioranza non ha più i numeri per poter governare il Comune e non riesce ad approvare le delibere che propone al consiglio comunale. Anzi, come gruppo Pd, sia per Reno Centese sia per le altre delibere che non sono state approvate, con l’astensione abbiamo dato prova di onestà intellettuale e politica: non le abbiamo bocciate, è stata la maggioranza a non approvarle».
ACCUSE AL MITTENTE
Piero Lodi, capogruppo consiliare Pd, parla con calma e respinge al mittente quelli che definisce i tentativi di «Toselli di dare alle minoranze la colpa della mancata approvazione delle delibere. Ma non è compito di una maggioranza, se c’è, approvarle? Peraltro non siamo neppure andati contro l’interesse dei cittadini: quelle delibere, possono tranquillamente essere ripresentate e pure presto, dando la possibilità di dare il via ai progetti».
Il tema è in realtà quello dei numeri del consiglio (11 voti, sindaco compreso, per la maggioranza e 14 per le opposizioni) che evidenziano «la fine del progetto politico del sindaco che da settimane ha perso altri quattro consiglieri e ha finto che fosse successo nulla».
E ora anche le dimissioni del consiglio d’amministrazione del Teatro non sono che la logica conseguenza «del fallimento dell’azione dell’amministrazione» che dal 2016 guida il Comune.
Piuttosto che continuare su questa strada, rilancia Lodi, che Toselli «dimostri di non voler far pagare alla città un ulteriore prezzo per il suo continuare a negare la realtà. Venga in conferenza capigruppo, venga da sindaco dimissionario, e cerchiamo tutti assieme (se è possibile) di trovare un modo per evitare alla nostra città di essere commissariata due volte in dieci anni. Si definiscano alcuni punti da portare a compimento da qui alla scadenza del consiglio e si dia il via a quelli».
Insomma, un accordo per il bene di Cento, che possa contare anche sulla convergenza delle forze d’opposizione . L’unica soluzione diversa da un accordo di questo tipo resta quella del commissariamento, come accaduto nei mesi scorsi, ad esempio, a Vigarano Mainarda, dove il sindaco rimasto senza i numeri per governare si è dimesso e il Comune vigaranese è stato affidato a un commissario prefettizio.
Una proposta che il capogruppo dem fa per «amore di Cento, non certo per mire elettorali: con la chiusura di questa legislatura la mia azione politica è destinata a terminare». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google