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Barbabietola, Ferrara ai vertici e la coltivazione è in aumento

Andrea Tebaldi
Barbabietola, Ferrara ai vertici e la coltivazione è in aumento

In provincia 5mila ettari, di cui 600 a biologico. Bene la produzione di zucchero Brognara (Confagricoltura): «Le nostre aziende puntano sulla innovazione» 

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«Anche se variano di poco, sono comunque in aumento gli ettari investiti a barbabietola nelle tre regioni vocate (Emilia-Romagna, Veneto e Marche) che hanno superato i 29mila ettari seminati, tra convenzionale e biologico».

Parole di Alessandro Brognara membro della giunta di Confagricoltura Ferrara, nonché presidente della sezione bieticola e consigliere di Coprob. «Nel Ferrarese – prosegue Brognara – sono circa 5mila gli ettari di cui 600 a biologico su un totale regionale bio di 900 ettari. Il 90% delle aziende che producono zucchero biologico nella nostra provincia sono associate a Confagricoltura, a dimostrazione della forte e spiccata capacità imprenditoriale delle stesse nel fare scelte innovative».

«Si temeva – dice ancora Brognara – un calo delle semine dovuto al rialzo delle quotazioni di soia e mais, fattori che avrebbero potuto orientare i coltivatori verso queste colture. In tutti i comprensori si è registrata invece una risposta positiva dai bieticoltori, rimasti fedeli alla rotazione colturale nelle proprie aziende. A preoccupare sono ora i terreni aridi – dice ancora il dirigente – anche se la siccità del mese scorso e il conseguente terreno molto secco hanno impedito che le piantine, nella prima fase vegetativa, subissero danni ingenti a causa delle basse temperature che alcune notti sono scese fino a 3 gradi sotto lo zero. A oggi non si registrano segnalazioni particolari e i danni paiono ridotti. Preoccupano invece le gelate appena subite, ma è ancora presto per quantificarne i danni. Ora però servirebbe una pioggia abbondante per porre fine alla sete di acqua di tutte le colture. Qualche pioggia – prosegue Brognara – farebbe partire lo sviluppo delle colture al meglio, permettendo l’assorbimento completo delle sostanze nutritive nel terreno. Noi produttori siamo costantemente impegnati nell’adeguarci ai tempi e al clima partendo dalle semine, dal miglioramento genetico delle piante e da una parallela rivalutazione tecnico-agronomica, ma è innegabile che il cambiamento climatico stia influenzando tutte le coltivazioni».

Poi uno sguardo all’anno in corso: «nel 2021 stiamo continuando a lavorare sui progetti degli ultimi anni – prosegue Brognara – soprattutto mirando all’anticipo della riapertura degli stabilimenti di Minerbio e Pontelongo. Ciò permetterà di concludere anticipatamente la campagna, evitando di incappare nella fase finale di raccolta, delicata anche per le scelte future degli agricoltori. Anticipare per rendere questa coltura più sostenibile anche dal punto di vista dell’impatto agronomico – dice sempre Brognara – limitando in caso di maltempo l’eventuale calpestamento dei terreni con i mezzi. Anticipare la raccolta eviterà inoltre il rischio di retrogradazione; il maltempo e le piogge autunnali diluiscono la sostanza zuccherina accumulata dalle barbabietole con conseguente abbassamento della polarizzazione. Coprob continua intanto il percorso di valorizzazione dello zucchero italiano, grazie ai contratti di filiera con le industrie dolciarie. Questo percorso iniziato anni fa – spiega Brognara – oggi copre il 56% di prodotto con l’obiettivo di arrivare al 70% grazie anche all’adesione sempre maggiore delle aziende bieticole al percorso Sistema di Qualità Nazionale produzione integrata)».

L’adozione dei disciplinari di produzione integrata regionali prevede un rigoroso sistema di rintracciabilità: fase agricola, trasformazione, confezionamento e identificazione del prodotto finito.

«Nonostante il lungo periodo di restrizione – conclude il presidente della sezione bieticola – che di fatto ha impedito gli abituali incontri in presenza, Confagricoltura Ferrara è riuscita a mantenere vivo e costante il fattivo supporto al comparto bieticolo nel suo insieme». —

Andrea Tebaldi

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