Credere alla testimonianza oculare di chi ha visto
Rinchiusi in casa per paura: così erano i discepoli la sera di quel giorno, il primo della settimana, il giorno dei nuovi inizi! E Gesù, risorto dai morti, prende Lui l’iniziativa, non si lascia fermare dalle chiusure e viene per stare in mezzo a loro, per comunicare loro il dono pasquale della pace: dalle sue ferite aperte e gloriose scaturisce il dono dello Spirito Santo, il perdono dei peccati e la possibilità di rialzarsi, riprender coraggio e ricominciare. Ma l’apostolo Tommaso non c’era, non crede alla testimonianza degli altri apostoli e protesta: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”. Otto giorni dopo, cioè la Domenica successiva, ancora giorno dei nuovi inizi, Gesù, il Risorto, si manifesta di nuovo, proprio per Tommaso: “Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!”. E subito Tommaso conquistato dall’amore misericordioso di Gesù si getta ai suoi piedi adorante: “Mio Signore e mio Dio!”. E allora Gesù, il Signore, proclama la beatitudine della fede: “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”.
Credere o non credere a cosa? A chi? Alla testimonianza oculare di chi ha visto! La testimonianza degli apostoli e dei discepoli – prima fra tutti Maria di Magdala – permane nel popolo cristiano: “Colui che abbiamo frequentato e seguito per le strade impolverate di Galilea e di Giudea, colui che abbiamo visto morire inchiodato alla croce, proprio Lui abbiamo incontrato di nuovo, risorto dai morti!”. Questa testimonianza ci raggiunge, innanzitutto, attraverso quegli scritti che noi chiamiamo ‘Vangeli’ e grazie alla ‘successione apostolica’. Infine, partecipiamo grazie a quei riti che chiamiamo ‘sacramenti’: nella Messa, nel Battesimo, nella Cresima e in tutti i sacramenti è Gesù stesso, il Vivente, che ci viene incontro con la pienezza del Suo amore misericordioso, oggi come il primo giorno di quella settimana, Pasqua di risurrezione, giorno di ogni nuovo inizio!
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