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Più rinunce e meno ricambio di soci Chiude l’Avulss, era al servizio dei degenti

Margherita Goberti
Più rinunce e meno ricambio di soci Chiude l’Avulss, era al servizio dei degenti

I primi passi dell’associazione in provincia negli anni ’80, poi punto di riferimento per i pazienti del San Giorgio 

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il caso

Dopo trent’anni di volontariato l’associazione Avulss di Ferrara chiude l’attività. L’ultimo servizio effettuato dal sodalizio è stato svolto in prossimità della Pasqua.

La continuità dell’associazione è stata a lungo garantita dal reclutamento di nuovi volontari attraverso l’esecuzione di periodici corsi di base e di formazione, al termine molti partecipanti aderivano motivati e pronti a svolgere attività solidali.

Fra le cause di questa forzata chiusura vi è in primo luogo l’innalzamento dell’età pensionabile che ha portato ad una drastica riduzione di iscrizioni all’associazione impedendo il ricambio dei soci; parallelamente si sono moltiplicate le rinunce da parte dei volontari per motivi personali, in ultimo si è registrato l’arrivo della pandemia che ha bloccato ogni attività sia ospedaliera che domiciliare sancendo la fine dell’associazione ferrarese. L’Avulss (Associazione per il volontariato nelle unità locali socio sanitarie) è nata per volere di don Giacomo Luzietti in seguito alla legge quadro 833 del 23 dicembre 1978 di istituzione del Servizio sanitario nazionale e ha assunto veste giuridica il 3 ottobre 1979, a Milano.

le tappe di una storia

Si tratta di un sodalizio di cittadini liberi, autonomi e laici, anche se di ispirazione cristiana; cittadini che, interpretando le diverse situazioni culturali, professionali, sociali, politiche, alla luce dei principi cristiani, si mettono soprattutto al servizio delle persone bisognose, sia direttamente sia intervenendo nelle realtà socio sanitarie, per aiutare chi soffre e per essere un punto di riferimento negli ospedali, nelle case di riposo, day hospital, poliambulatori, consultori pubblici e privati, nelle carceri, nei centri di igiene mentale e di recupero tossicodipendenti ed altro ancora.

Nel 1983 nacque a Pontelagoscuro il primo nucleo di volontari a Ferrara, nel 1992 in Geriatria al Sant’Anna furono per la prima volta accolti i volontari per servizio di assistenza in forma gratuita ai degenti. Nel 1995 il primario del Centro di Riabilitazione San Giorgio, professor Nino Basaglia, chiese ai volontari di assistere anche di degenti di quel reparto ed iniziò così una collaborazione molto ricca ed importante per i pazienti arricchita da momenti ludici, musicali e ricreativi che hanno aiutato i pazienti a superare situazioni problematiche.

Questo rapporto è proseguito fino al 2017 quando con il trasferimento del reparto nel polo ospedaliero di Cona, a causa della lontananza, i volontari rimasti hanno rinunciato a proseguire questo servizio che era durato oltre vent’anni.

«Ci conforta – dichiara la presidente Viviana Forti con grande amarezza – l’affetto manifestatoci da tante persone che ci contattano ancora per ringraziarci del servizio svolto e dell’aiuto che abbiamo fornito in un periodo difficile della loro vita. Come presidente sento il dovere oggi che la nostra attività è finita, di ringraziare tutti i volontari che in questi anni con impegno costante hanno mantenuto alto il nome dell’Avulss, comunque presente ancora in 230 sedi italiane con oltre 9mila volontari. Quello che non si cancellerà mai è il ricordo di tante persone sofferenti che abbiamo conosciuto ed in qualche modo aiutato insieme ai loro familiari in cambio solamente di un sorriso e di un abbraccio che non avevano prezzo».

Margherita Goberti

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