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Edicola che passione «Sessant’anni no stop tra giornali e fumetti»

Samuele Govoni
Edicola che passione «Sessant’anni no stop tra giornali e fumetti»

XII Morelli, l’attività fondata dal padre nel 1961 e poi tramandata ai figli Diego e Nadia Montanari: il lavoro è cambiato ma il fascino è lo stesso 

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LA STORIA



Tutti i giorni, da sessant’anni, l’edicola Montanari di XII Morelli apre all’alba e chiude dopo il tramonto. Diventato negli anni un punto di riferimento per gli abitanti del paese e delle frazioni vicine, questo presidio culturale resiste all’incedere del tempo, alla crisi della carta e, come si dice da quelle parti, “tièn bòta”.

Fondata nel 1961 da Arrigo Montanari, calzolaio ed edicolante, l’attività oggi è portata avanti dai figli Diego e Nadia, subentrati a pieno titolo nel 1990. «In mezzo ai giornali ci vivo da quando ero bambino perché – racconta Diego, 55 anni appena compiuti – al pomeriggio i miei genitori mi portavano in negozio con loro. Mi mettevano a sedere vicino al bancone e io passavo il tempo così, tra fumetti, giornali e via vai di gente che entrava e usciva». Diego quegli anni, gli anni Settanta, se li ricorda bene. «Mio padre faceva le scarpe e all’attività artigianale affiancò la vendita dei giornali. All’inizio li consegnava anche in bicicletta, portandoli casa per casa alla gente di XII Morelli». In breve tempo l’edicola tra quotidiani, scarpe, borse e giocattoli, divenne un luogo di incontro e non solo di passaggio.

PASSATO E PRESENTE

«Nel 1995 con mia sorella decidemmo di rivoluzionare lo spazio e rifare l’arredo. Fu una spesa importante ma ci credevo e ancora oggi - dice Diego - sono contento di quella scelta perché mi piace avere espositori grandi e giornali ordinati».

Anche se il mestiere negli anni è cambiato la passione resta invariata: «Quando al mattino arriva il corriere con i pacchi di giornali mi piace ancora vedere le prime pagine, scoprire le notizie, macchiarmi le mani con l’inchiostro fresco. Sistemare sugli scaffali quotidiani e periodici è un po’ un rito per me e non mi stanco di farlo».

Per lui gli allegati hanno aiutato e aiutano i giornali. «Negli anni Novanta videocassette e settimanali erano un’accoppiata pazzesca. Oggi sono i libri ad andare per la maggiore, forse complice anche questo maledetto virus che ci ha costretti a passare più tempo in casa».

Poi ci sono i fumetti: «Tex e Zagor sono sempre in testa con distacco, ci sono persone di sessant’anni che sono nate e cresciute con loro e continuano la raccolta. Il problema maggiore è il ricambio generazionale: i giovani purtroppo in edicola non vengono». Passata l’età delle figurine (calciatori e amici cucciolotti i più venduti) si apre un abisso. «Ci sono troppe cose, troppi social, ai ragazzi la carta interessa poco ed è un peccato. Leggere un quotidiano o una rivista significa anche ritagliarsi un po’ di tempo per sé, rilassarsi, e questo è un piacere che non conoscono; tutto va troppo veloce».

MOMENTI STORICI

Per Diego e per la gente di XII Morelli l’edicola Montanari in tutti questi anni è stata anche una finestra aperta sul mondo, sia per i fatti di cronaca locale sia per i grandi eventi storici e sportivi che hanno segnato un’epoca. «I Mondiali di calcio 1982 e 2006, Alberto Tomba e i duelli ciclistici tra Moser e Saronni… che tempi! Dopo le gare e le partite l’edicola era sempre piena di gente, tutti volevano leggere le cronache e scoprire i retroscena. Ricordo l’Italia campione del mondo come una festa».

Poi l’attentato alle Torri Gemelle, il Covid e il terremoto. «Durante la seconda scossa, quella del 29 maggio 2012, ero qui. Tutto cominciò a tremare e io corsi fuori. Per fortuna l’edicola non subì danni ma io avrei venduto i giornali anche all’aperto, davanti alla vetrina». Sessant’anni di attività e mai un giorno di ferie. Arrigo, Diego e Nadia si sono sempre alternati, mantenendo attivo il servizio e trasformando l’edicola in avamposto dell’informazione. «In un piccolo paese come il nostro ci si conosce tutti e quello con le persone è un rapporto coltivato che dura nel tempo, non mordi e fuggi». E conclude: «Forse un giorno questo mestiere scomparirà e l’odore dell’inchiostro fresco resterà solo un ricordo, ma non adesso. Non qui». E allora tanti auguri e lunga vita all’edicola Montanari. —



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