Motori “gioiello”, dal boom alla cassa integrazione
I diesel sotto accusa negli Usa sono stati il cuore della produzione centese Poi la frenata. Ora si spera nel rilancio con il nuovo V6 ma l’elettrico incombe
A Cento, dentro e fuori la fabbrica che mostra ancora lo storico marchio Vm, non s’incontra tanta disponibilità a parlare dell’affaire americano. Sarà che il dieselgate (assieme alle questioni ambientali legate ai motori diesel) è già costato parecchio alla fabbrica di motori perno del sistema industriale centese; il 3 litri al centro della vicenda è stato infatti per anni il prodotto traninante in via Ferrarese con punte di 550 pezzi al giorno nel 2015 e la crisi delle vendite sul mercato americano, destinatario unico del prodotto, coincisa con l’inchiesta, si è tradotta in cassa integrazione.
il momento
Oggi la produzione è incentrata per buona parte sulla terza generazione dell’Ecodiesel V6, che è un diesel Euro 6 quindi al riparo per il momento dai divieti antismog e pure è destinato agli Stati Uniti: tra i sistemi di trattamento e riutilizzo dei gas di scarico che permettono questa catalogazione ci sono anche le evoluzioni di quelli al centro dell’inchiesta americana. Tra pandemia e incertezze di mercato, peraltro, le giornate lavorative dei dipendenti hanno superato di poco il 50% del totale nei mesi gennaio e febbraio, per recuperare qualcosa a marzo; aprile negli auspici delle maestranze dovrebbe essere il mese del rilancio pieno, con una residuo di qualche giornata di cassa integrazione.
la prospettiva
È però il futuro a non lasciare tranquilli i centesi, visto che Fca oggi Stellantis non ha mai chiarito come intende orientarsi sulle produzioni di motori diesel, dopo aver avviato la parziale riconversione verso l’elettrico e l’ibrido. A Cento la produzione è peraltro concentrata in gran parte sui propulsori per l’auto, rispetto ai motori marini (uno dei prodotti storici dell’azienda centese), stazionari (antincendio, motopompe, gruppi elettrogeni) e per applicazioni speciali, quindi le decisioni su quel mercato saranno comunque impattanti.
Incertezza anche sul futuro del comparto Ricerca e sviluppo, quello dove si è formato Palma assieme al gruppo di ingegneri in parte trasferito negli Stati Uniti e in parte ancora impiegato a Cento: attualmente viene sfruttato soprattutto per collaudi.
la storia
La storia recente dell’azienda, fondata nel 1947 dagli imprenditori centesi Vancini e Martelli per sviluppare soprattutto motori agricoli, dopo la privatizzazione seguita all’era Finmeccanica, è stata del resto sempre legata a motori all’avanguardia “green” per le tecnologie delle varie epoche, a partire dal turbotronic degli anni Novanta. Da notare l’accento posto sempre sull’intera fase della filiera, «progettazione, sviluppo e costruzione di motori diesel». Costante anche il rapporto con i colossi del settore automobilistico, con l’ingresso nel gruppo DaimlerChrysler nel 2000, l’acquisto del 50% da parte di General Motors nel 2007 e l’ingresso nell’orbita Fiat qualche anno dopo, attraverso la quota Penske. La fabbrica centese è interamente del gruppo torinese dal 2014. —
S.C.
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