Aziende preoccupate dalla ripartenza Serve la formazione
Adesione di 130 imprese di 11 comuni, un terzo del Centese «La preparazione tecnica un sostegno chiave: si investa lì»
CENTO. Sostenere con liquidità le Pmi in difficoltà, incentivare le innovazioni sugli sviluppi tecnologici e ambientali, investire sulla diffusione della cultura tecnica e sul rafforzamento delle filiere. Sono le sfide da affrontare per sostenere le piccole e medie imprese nel post pandemia. Son emerse dall’incontro online avvenuto sabato, in cui sono stati presentati gli esiti dell’indagine sulle scelte e sulle sfide delle Pmi di 11 Comuni tra Ferrara, Bologna e Modena. Indagine dal titolo “Il rinascimento post-lock down. Le sfide e le scelte delle imprese” svolta tra ottobre 2020 e febbraio 2021 da Università di Ferrara, Centoform, Vz19, PhormaMentis e patrocinata dai Comuni dove è stata condotta la rilevazione (Cento, Terre del Reno, Pieve, Castello d’Argile, Bentivoglio, Sala Bolognese, Crevalcore, San Pietro in Casale, San Giovanni e Finale). Raccolte, con un questionario online composto da 56 domande, informazioni utili sugli effetti della pandemia e sulle scelte che le imprese stanno assumendo per il 2021 su un territorio interessante, al confine di tre province.
numeri importanti
Hanno aderito oltre 130 piccole e medie imprese del settore manifatturiero degli 11 comuni per un totale di 4.600 occupati. La ricerca, che ha indagato gli impatti della pandemia e le scelte sul 2021 delle imprese in vari ambiti, ha restituito un campione di Pmi diviso in due: da una parte imprese che si attendono un miglioramento della situazione rispetto al 2020; dall’altra aziende che prevedono un peggioramento, con un terzo del campione che prevede un calo del fatturato di oltre il 10%. Stessa situazione è emersa analizzando la propensione a investimenti, ricerca e sviluppo. Un cluster di imprese manifatturiere risultano propense a investimenti di natura digitale e ambientale, legati a ricerca e sviluppo, un secondo cluster risulta invece esser più “attendista”, preoccupato del futuro.
Emerge per tutti un clima di incertezza di contesto che rende complicate le scelte di investimento e potenziamento dei canali distributivi e di marketing. Dall’indagine, per Giovanni Masino (vicedirettore Dipartimento di economia e management di UniFe) emerge «un tessuto di Pmi che ancora sta reggendo alla pandemia in corso. In difficoltà circa il 30% del campione, imprese da attenzionare, mentre il 50% mostrano dinamismo. Occorre aumentare gli sforzi pubblici per sostenerne crescita e sviluppo in termini dimensionali, di ricerca e investimenti».
Dall’incontro, introdotto e moderato da Chiara Pancaldi (direttore Centoform) è emerso il ruolo fondamentale ricoperto dall’investimento pubblico su formazione e politiche attive del lavoro, messo a frutto attraverso un dialogo tra i diversi soggetti(formazione, imprese, scuole, università). «Oltre un terzo delle aziende mappate – dice il vicesindaco Simone Maccaferri - sono afferenti al Centese e il Comune è stato fra i primi sostenitori di questa rilevazione. Questo spaccato rivela in primis che le aziende stanno soffrendo la pandemia, ma il manifatturiero mostra segnali di tenuta che dovranno essere sostenuti da investimenti governativi in infrastrutture, digitale e formazione. L’alleanza creatasi nel Centese con enti di formazione, scuole e università e culminata con i progetti di sostegno al pro-working e con la Fiera del lavoro è stata utile per aumentare gli iscritti agli istituti tecnici; la formazione tecnica sarà pilastro di sostegno chiave per le necessità di competenze specifiche delle imprese». —
Beatrice Barberini
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