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«Invece che a fonti rinnovabili si pensa ancora alle trivellazioni»

«Invece che a fonti rinnovabili si pensa ancora alle trivellazioni»

Sempre più vasto il fronte del no a nuovi pozzi e oggi la riunione della Comunità del Parco

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COMACCHIO. In attesa che sia definita una linea unitaria dal parte della Comunità del Parco – che si riunisce oggi in videoconferenza – si allagra, dopo le ferme prese di posizione dei sindaci del Delta ferrarese, il coro di no a nuove trivellazioni. No che arrivano dopo la firma del ministro Cingolani sui decreti di compatibilità ambientaleper nove progetti di sfruttamento sul territorio nazionale e in mare (compreso quello al largo della costa comacchiese) dei giacimenti di gas e petrolio, con la realizzazione di nuovi pozzi.

«SCELTA assurda»

Così Legambiente Emilia-Romagna boccia la ripresa della «stagione delle estrazioni di idrocarburi» annunciata dal ministero della Transizione ecologica. Mentre «i due progetti di rinnovabili di fronte alle coste romagnole sembrano avanzare lentamente». L’associazione precisa che avanzano nuovi pozzi e una messa in produzione dell’esistente su concessioni a terra e a mare: «Una scelta incomprensibile rispetto a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi del ministero», a partire da quello di «facilitare e semplificare la corsa al rinnovabile». E se «le fossili avanzano, le rinnovabili si muovono con lentezza», con «incomprensibili ritardi». E Legambiente sollecita una «exit strategy dalle trivellazioni che darebbe il via a un’emancipazione definitiva dalle fonti fossili», che «vanno lasciate nel sottosulo».

pericolo subsidenza

Sulla stessa linea il circolo Legambiente Delta del Po di Comacchio: «Il territorio della costa comacchiese ha visto, negli ultimi 2000 anni l’invasione di “barbari” provenienti da ogni angolo dell’Europa. Comacchio è stata distrutta, depredata diverse volte per vari motivi: concorrenza per la vendita del sale, per la pescosità delle valli, con la cementificazione della costa. Oggi si progetta di prelevare idrocarburi a 12 miglia dalla costa del Delta del Po. Prelevare significa provocare subsidenza sulla costa. Il Master Plan della costa e la Gizc hanno già analizzato questo fenomeno che porta ad abbassare la linea di costa e che sommata ai cambiamenti climatici moltiplica i problemi di subsidenza in un territorio vasto compreso nella parte terminale del Delta del Po. Dalla costa alla periferia di Ferrara». Da qui l’appello: «Chiediamo che il mondo della pesca, del turismo e dell’ambientalismo facciano pervenire a Roma la richiesta di una messa in sicurezza della costa» e che sia negata l’autorizzazione che provocherà «rischi ulteriori per tutta la costa».

SECONDE CASE

All’appello degli ambientalisti arriva la risposta immediata de i proprietari di seconde case dell’associazione Prosecca: «Non bastano gli accertatissimi fenomeni di subsidenza? Non basta l’erosione della costa ? Non basta lo stato del Delta del Po che invece di essere tutelato da tutte le Regioni padane, con la creazione del Parco Nazionale del Delta del Po, è ancora oggetto di interessi di parte delle Regioni Emilia e Veneto? I Lidi comacchiesi non sono più un territorio sottosviluppato dove “la politica” può fare ciò che vuole».

Le rinnovabili

Di «scelta miope»del ministero parla Rifondazuione comunista dell’Emilia Romagna, con un documento firmato dal segretario regionale Stefano Lugli e dai segretari di federazione Stefano Grondona (Bologna), Judith Pinnock (Modena) e Stefania Soriani (Ferrara). Una scelta che «ci allontana dalla necessità di investire nelle energie rinnovabili e nella transizione ecologica dell’economia, dell’industria e dei trasporti. Il clima dell’Emilia-Romagna è già cambiato con effetti evidenti sull’intero territorio regionale, eppure le scelte politiche sono ancora legate ad un modello di sviluppo concausa della crisi climatica e sociale che stiamo attraversando», invece di «puntare alla decarbonizzazione», anche perché «le energie rinnovabili hanno una capacità di produrre occupazione e investimenti imparagonabile alle fonti fossili, oltre a favorire il benessere ambientale». —

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