Nipote ha ucciso la nonna Processo rinviato per Covid per garantire più sicurezza
Pier Paolo Alessio è accusato dell’omicidio di Maria Luisa Silvestri La tragedia nel 2019, la Corte d’assise è fissata per il 19 maggio
L’udienza
Doveva partire ieri, il processo, davanti alla Corte d’assise: i giudici togati come quelli popolari. E in aula, anche avvocati, periti, testimoni. Troppe presenze, però, in un periodo ancora non sicuro per il Covid che necessita massima cautela. Per questo motivo il processo è stato rinviato d’ufficio al 19 maggio, quando si entrerà nel vivo della tragedia del 2019 in via Marconi, il luogo dove il “corto circuito” di Pier Paolo Alessio, 24 anni, si manifestò con botte e tanto altro sulla nonna, Maria Luisa Silvestri, 71 anni, uccidendola.
Morì di infarto, ma...
La nonna morì per una serie di concause: morì di infarto, per le patologie cardiache di cui soffriva, innescate dalle botte del nipote, mentre si trovava sula stessa auto di ritorno da una serata in famiglia. Per la procura che ha chiesto e ottenuto il processo si tratta di un omicidio volontario, con dolo eventuale, perché sapendo delle condizioni di salute della nonna, ha accettato il rischio di poterla uccidere, come accaduto. Un’accusa che prevede, almeno nella norma, l’ergastolo viste le aggravanti contestate (parentela e futili motivi) che la difesa (avvocato Longobucco) da tempo sta cercando di evitare. In primis sostenendo che si è trattato di un omicidio preterintenzionale: è vero che il ragazzo, in viaggio sull’auto con la nonna, la picchiò diverse volte, ma le lesioni furono superficiali, non in punti vitali (lo dicono i medici legali, la difesa li pone come dati oggettivi). Ma resta il “corto circuito”, il fatto inspiegabile che innescò la violenza del nipote sulla nonna.
quelle Botte in auto
Prima, fermandosi con l’auto, sbattendole la testa contro lo stipite della portiera dell’auto, poi calciandola a terra e ancora dopo essere ripartiti e di nuovo fermati, picchiato con pugni in testa nell’abitacolo. Per questo il difensore aveva chiesto una perizia psichiatrica, poiché il consulente di difesa ha affermato che mentre picchiava il ragazzo aveva un “corto circuito”. Saranno i giudici a deciderlo in maggio.—
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