Riaperture, Salvini e Fedriga spingono per accelerare
Roma. La maggioranza torna a dividersi sulle riaperture. Ed è caos sull’ipotesi di creare zone Covid free sulla falsariga della Grecia. Ad insistere perché il governo predisponga un programma di riaperture in sicurezza è il leader della Lega Matteo Salvini, che spiega di averne «parlato col presidente del Consiglio la settimana scorsa. Draghi condivide la necessità di tornare il prima possibile ad una vita, ad una scuola, ad un lavoro normali. Laddove la situazione sanitaria è sotto controllo bisogna riaprire già da domani» .
Parole che non convincono affatto il segretario del Pd, che stigmatizza il pressing leghista, e avverte: «Dobbiamo mettere la parola fine al toto data. Questo scontro sulle date non fa bene a nessuno», osserva Enrico Letta, convinto che «dare una data da parte di un politico vuol dire dare i numeri al lotto» . Insomma, per Letta «il tema non è dare una data ma dire quando e a quale condizioni si riaprirà: sono due le condizioni chiave, aver vaccinato tutti gli over 60 e avere un tasso di contagio attorno o sotto i 50 ogni 100 mila abitanti per sette giorni di fila. Si riaprirà il giorno in cui questi due elementi saranno sicuri». Sulla stessa linea il ministro della Salute, Roberto Speranza: «Ad aprile conviene tenere ancora la massima prudenza. A maggio, a seconda dei parametri del contagio e della capacità di vaccinare i fragili ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla».
Ma a spingere su un piano di riaperture sono anche le Regioni. Il neo presidente della Conferenza delle Regioni, il leghista Massimiliano Fedriga spiega che sono allo studio delle linee guida, perché «riaprire serve non solo a tutelare l’economia o il lavoro, ma la salute. Spero già giovedì di portare le prime proposte al governo, in un’ottica costruttiva e collaborativa, trovando soluzioni per avere la massima sicurezza possibile garantendo la ripresa dell’attività economica». E presidente ligure Giovanni Toti avverte: «Le riaperture vanno programmate per tempo. Riaprire un Paese non è una cosa che si può fare dalla sera alla mattina». Anche Forza Italia ritiene sia necessario prevedere riaperture programmate in sicurezza. E il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, indica nel mese di maggio la data possibile: «Il 20 aprile ci sarà un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell’andamento del piano vaccinale, di qualche segnale di apertura già ad aprile, ma maggio sarà il mese della ripartenza». Invita alla cautela il titolare del lavoro, il dem Andrea Orlando: sulle riaperture il piano del governo è «la vaccinazione, la riapertura è la conseguenza: la via giusta è accelerare con i vaccini e sostenere le imprese con maggiore selettività». Per il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa «la contrapposizione tra chi vuole aprire e chi vuole chiudere non è utile, anzi rischia di alimentare una tensione che già c’è nel nostro Paese». —
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