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Servizi del 118 e chiamate di soccorso L’impennata dei casi

Stefano Balboni
Servizi del 118 e chiamate di soccorso L’impennata dei casi

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Un numero imponente di operatori e un investimento di risorse importanti per affrontare la pandemia. Da quando lo scorso anno il terribile virus ha messo piede in Italia, il servizio di emergenza territoriale 118 ha registrato una vistosa impennata nel numero di chiamate in relazione alle patologie correlate al covid 19.

I numeri

Alle 36. 236 richieste di soccorso evase dalla centrale Emilia est di stanza a Bologna nel corso del 2020 e riguardanti il bacino del territorio ferrarese, si deve aggiungere la gestione di altri 26. 944 pazienti che avviene all’interno delle mura del vecchio ospedale, dove è attiva la centrale operativa dei trasporti ordinari a valenza provinciale.

Numeri importanti e resi alla cittadinanza dalla azienda Usl, che alla data di ieri hanno registrato per l’anno in corso ben 10. 458 chiamate evase in regime di emergenza e 7. 380 in ambito di trasporti per consulenze da reparti ospedalieri, trasferimenti per cure e pazienti dializzati con problemi di deambulazione.

Sempre in ambito del regime ordinario nei primi 3 mesi sono stati 950 i trasporti di pazienti positivi al coronavirus, che sono saliti sulle ambulanze per recarsi ad effettuare controlli diagnostici o rientrare al domicilio seguendo i rigidi parametri per evitare ulteriori contagi.

«La sanificazione delle ambulanze allunga i tempi reali del servizio», spiega Flavio Ferioli, direttore del 118. Molte le richieste di aiuto che fanno scattare la necessità di usare le 8 postazioni dedicate alla complessa procedura di disinfezione: dopo la pausa del periodo estivo, dall’ottobre scorso, la pandemia è tornata a colpire duramente, tanto che il numero di chiamate per le patologie infettive e respiratorie nel mese di marzo evidenziano un numero maggiore rispetto a 12 mesi fa. Per questo le risorse presenti sul territorio sono state incrementate con una ulteriore ambulanza infermieristica per l’emergenza territoriale, due per lo svolgimento dei servizi ordinari.

Centro vaccini

«Presso il centro vaccini è inoltre sempre presente un’ambulanza con infermiere e autista» fa sapere Marco Orioli, coordinatore infermieristico.

Il numero degli infermieri impegnati nell’attività presso la fiera viene raddoppiato nelle giornate in cui si svolgono sedute vaccinali dedicate a persone allergiche, le quali vengono monitorate nell’area appositamente attrezzata e dotata di poltrone reclinabili e un lettino per almeno un’ora dopo essere state vaccinate», conclude lo stesso Orioli.

Il personale

Un impegno notevole per i 68 autisti, 120 infermieri e per il personale medico impegnato quotidianamente sui mezzi di soccorso, alcuni dei quali acquisiti recentemente, mentre una ulteriore implementazione è prevista nel corso del 2021. Un sistema che rende possibile una risposta in tempi adeguati alle necessità. –

Stefano Balboni

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