«Aiuto, mi hanno imprigionato» Ma è falso: ragazzino nei guai
Adolescente denunciato Aveva lanciato un finto allarme telefonando al 112: i carabinieri rintracciano l’autore e scoprono lo scherzo inopportuno
CENTO. Ha chiamato il 112 ed ha chiesto aiuto dicendo di trovarsi all’interno di uno sgabuzzino, bendato e senza possibilità di uscire. I carabinieri si sono messi subito in modo, ma in realtà stava “scherzando”. Uno scherzo che avrà delle conseguenze per un ragazzino di undici anni. Mercoledì mattina è arrivata la telefonata ai carabinieri di Cento: un ragazzino che diceva di essere stato segregato, bendato, all’interno di uno sgabuzzino.
la corsa
Immediatamente l’operatore della centrale ha attivato le procedure per il rintraccio dell’utente, avviando contestualmente tutte le pattuglie disponibili nella zona indicata dal bambino. Tramite i gestori di telefonia mobile, le banche dati e gli elementi involontariamente dati dall’undicenne, i militari sono riusciti ad individuare l’abitazione in cui il minore sarebbe stato segregato.
Una volta entrati nell’appartamento i militari hanno scoperto che l’adolescente, d’accordo con alcuni suoi coetanei, aveva pensato di fare uno scherzo ai carabinieri. La condotta del ragazzino integra il reato di “procurato allarme” ma, essendo infraquattordicenne lo stesso non potrà essere perseguito. Tuttavia il Tribunale per i Minorenni di Bologna si interesserà dell’accaduto. La vicenda appare quanto mai indicativa della necessità di evidenziare, soprattutto ai più giovani, che le utenze di emergenza possono e devono essere chiamate per ragioni di necessità, ma mai per “annunciare disastri, infortuni o pericoli inesistenti”, come recita il codice penale, in quanto oltre a commettere un reato vengono distolte risorse da interventi e necessità reali di altri cittadini in difficoltà. —
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