Il figlio dell’ex custode dovrà lasciare la casa in Municipio
Il figlio della custode di Palazzo Municipale, deceduta nel dicembre 2019, e il marito di quest’ultima dovranno lasciare l’appartamento del custode all’interno della casa comunale entro il 23 aprile. «In caso di inottemperanza, oltre alla segnalazione alla Procura, il Comune procederà all’esecuzione forzata del rilascio» c’è scritto in una nota inviata ieri dall’amministrazione. Fa seguito, questa nota nella quale si ricostruisce l’intera storia dei rapporti con il giovane Fabio Occhiali, ad un’interpellanza di Anna Ferraresi (Misto) che fa riferimento ad un episodio di qualche sera fa: una chiamata nella quale il giovane aveva detto di non sapere dove andare paventando anche azioni autolesionistiche. Era pure intervenuta la Polizia.
L’amministrazione parla di «ripetute sollecitazioni e tentativi di trovare con l’interessato una soluzione bonaria», in questi sedici mesi. Va precisato che il contratto per la concessione dell’alloggio «non risulta agli atti del Comune». In ogni caso, dopo la morte della custode, il figlio accettò la proposta di subentrare nel servizio di custodia, restando quindi nell’appartamento, «in modo emergenziale e temporaneo in attesa di affidare il servizio ad una società del settore tramite le procedure ordinarie», anche per «evitare al ragazzo una situazione difficile». Proposta accettata. L’1 ottobre 2020 però il servizio venne affidato al Corpo Vigili giurati e già il 22 luglio una missiva del Comune indicava nel 30 settembre come la data ultima del rapporto di lavoro e dell’utilizzo dell’appartamento. Seguì una proposta a tempo determinato della società a Occhiali (rifiutata, il giovane lavorava come collaboratore scolastico), la richiesta di quest’ultimo per una casa popolare (232º in graduatoria e una dichiarazione Isee «non coerente»), altre missive e contatti.
Ferraresi, dopo aver ricordato ancora che il vicesindaco Lodi occupa un alloggio popolare, ha chiesto al sindaco «se le parole di solidarietà e vicinanza espresse in occasione della morte dell’ex custode, seguano fatti di reale e concreto aiuto al figlio», e che fine farà l’alloggio del custode. —
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