«In Sacca i comacchiesi non vengono» Vongole, dopo la tregua risale la tensione
Coop di Comacchio chiede alla Regione il trasferimento. Il sindaco di Goro «No, rischiamo problemi di ordine pubblico»
IL CASO
Ci sono voluti decenni per placare gli animi degli allevatori di vongole che lavorano tra Comacchio e Goro. Le due marinerie hanno visto momenti di tensione altissima, con feriti e disordini che sono passati alla storia.
Solo da qualche tempo, da quando la Sacca di Goro è stata divisa in concessioni, la situazione è migliorata anche se il fuoco non si è mai spento. E adesso una scintilla rischia di far saltare tutto. La possibilità che una delle cooperative che lavora su Comacchio possa spostarsi a Goro per mancanza di prodotto nell’area in cui fino a oggi ha operato, ha creato agitazione in porto e forte preoccupazione in Comune, tanto che il sindaco Diego Viviani ha già chiesto un incontro alla Regione (ente che si occupa delle concessioni), conscio del fatto «che un problema di tale portata non rimarrà solo ed esclusivamente di natura economica, ma assumerà connotati sociali non indifferenti i quali potrebbero portare a disordini di ordine pubblico. Cosa da evitare assolutamente visti i trascorsi storici delle marinerie di Goro e Comacchio», come si legge nel documento inviato in via Aldo Moro.
sul porto
«Qui non viene nessuno, questo deve essere chiaro – dice con forza Fausto Gianella della cooperativa La Vela e portavoce dei pescatori –. Se da Comacchio pensano di poter fare quello che vogliono convinti che la Regione possa ascoltarli, allora non hanno ben chiaro come funziona. Questa Sacca è nostra: i nostri padri hanno fatto tutti i sacrifici possibili per arrivare a far diventare produttiva e venivamo anche derisi perché non avevamo nulla. Se da loro le cose non funzionano si rimbocchino le maniche come abbiamo fatto noi».
E va avanti: In tutta Italia ci ricordano per le barricate (quelle per protestare contro l’arrivo di un gruppo di profughi, ndr)? Bene, vorrà dire che daremo modo di farci conoscere ancora meglio: nessuno che non sia già stato autorizzato e che non abbia lavorato per questo paese verrà di punto in bianco a raccogliere i nostri frutti».
c’è tensione
«Abbiamo chiesto un incontro urgente nel quale si deve fare chiarezza in merito alla delibera relativa al rilascio delle concessioni demaniali per l’allenamento delle vongole veraci e/o spostamenti di tali concessioni all’interno della sacca di Goro - spiega iiani -. Tutto nasce dalla possibilità da parte di una cooperativa con sede nel comune di Comacchio e che ha concessione nell’area delle dighe foranee, di potersi spostare nella Sacca di Goro. Se queste eventualità mai successa fino ad ora è prevista nell’atto deliberativo, chiediamo l’immediata sospensione di tale atto, nelle more di una revisione atta a eliminare questa possibilità». Insomma, la presa di poszione è netta. Secondo gli amministratori di Goro «Non deve essere possibile per quel che ci riguarda che soggetti diversi da quelli che attualmente operano nella Sacca di Goro possano usufruire di nuove superfici da adibire ad allevamento di vongole veraci o altre specie di molluschi rinunciando alle loro concessioni presenti in altre areali».
il sospetto
Il primo cittadino non ci sta e affonda: «Non a caso la richiesta iene fatta adesso. Solo alcuni anni fa nessuno avrebbe mai pensato di trasferirsi nella Sacca di Goro, ma ora grazie a numerosi interventi di ripristino ambientale in cui sono stati eseguiti importanti investimenti in piccola parte pubblici e in grande parte privati, la laguna ha ripreso funzionare in modo migliore e tutto si riflette direttamente sulla funzionalità degli allevamenti di vongole veraci». Tutto questo per sottolineare che «venire a raccogliere il frutto del duro e lungo lavoro di altri è fin troppo comodo - concludono dal Comune -. Questa amministrazione utilizzerà tutti i mezzi in suo possesso per scongiurare tale eventualità».
La richiesta di questo incontro è stata sollecitata anche dalle associazioni di categoria Legaccopagroalimentare e pesca, Legacoop Estense, Fedagripesca, Confcooperative Emilia Romagna e Confcooperative Ferrara. —
Annarita Bova
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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