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La mediazione civile in un anno ha risolto 407 liti tra imprese

Giovanna Corrieri

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Cavalcando l’evoluzione normativa che ha portato alla riforma della mediazione civile la Camera di Commercio di Ferrara punta a favorire una “cultura dell’accordo’’che porti ad una risoluzione delle liti fra imprese più rapida e meno costosa.

Secondo i numeri dell’Organismo di mediazione della Camera di commercio, accreditato nell’elenco speciale tenuto dal Ministero della Giustizia e che, nel 2020, ha visto crescere del 51% il totale delle mediazioni portate a termine con successo, ad oggi sono infatti 4.577 le liti risolte (dal 2011), e 407 nel solo anno della pandemia; sono inoltre 41 i giorni di media necessari per la composizione dei conflitti, 144mila euro il valore medio delle controversie gestite, e ammonta ad oltre 3 milioni di euro la cifra risparmiata dalle imprese ferraresi in 10 anni. In ambito commerciale, sottolinea la Camera di Commercio, una lite tra imprese o tra privati e imprese spesso può costare cara in termini di tempo e denaro, perché nel caso di ricorso alla giustizia ordinaria l’esito è incerto potrebbe arrivare dopo molto tempo; e l’investimento collegato alla controversia potrebbe dunque subire un danno. Ricorrere ad un mediatore imparziale (privo di vincoli da entrambe le parti) che assista le parti in lite nella ricerca di un accordo amichevole preserva invece l’investimento economico e la stabilità degli accordi commerciali reciproci. In più la legge n. 70 del 25 giugno 2020 ha introdotto, in conseguenza del Covid, nuove ipotesi di mediazione “obbligatoria” per il contenzioso relativo a obbligazioni contrattuali inadempiute tra le quali, ad esempio, tutte le controversie del settore turistico-alberghiero (biglietti aerei, anticipi per viaggi), rimborsi per spettacoli non eseguiti, contratti di fornitura non rispettati, ritardi di consegna di merce e molti altri ancora. Sempre secondo i dati della Camera di Commercio, a far litigare di più gli imprenditori ferraresi sono locazione (21%), contratti bancari (17%), cui si aggiungono le liti in materia di diritti reali, successioni ereditarie e condominio. E numerosi sono i vantaggi fiscali per chi intraprende i percorsi di giustizia alternativa: tutti gli atti del procedimento di mediazione sono esenti da imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino al valore di 50. 000 euro e, in caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione; per le imprese che commerciano con l’estero è operativa, inoltre, presso l’Ente di Largo Castello, la mediazione internazionale. La cultura dell’accordo rappresenta, per il commissario straordinario Paolo Govoni, «una leva formidabile per promuovere le nostre attività economiche, così duramente colpite in questi mesi di pandemia. Ma anche, in prospettiva, un magnete altrettanto forte per riguadagnare attrattività agli occhi degli investitori internazionali». —

Giovanna Corrieri

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