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Cappella del cimitero devastata dalla bufera Servono 100mila euro

Fabio Terminali
Cappella del cimitero devastata dalla bufera Servono 100mila euro

Il luogo sacro fu gravemente danneggiato lo scorso agosto Ok al progetto di recupero dell’edificio sottoposto a vincolo

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GALLUMARA. Una tempesta che fece danni davvero notevoli sui territori di Fiscaglia e Ostellato, quella dello scorso 4 agosto. Anzi, a ben vedere in quel caso si fu di fronte alla seconda bufera nel giro di appena un mese, dopo la precedente del 3 luglio.

Tra le scene di devastazione che rimasero più impresse, anche per la valenza del luogo nei cuori e nella mente delle persone, c’è sicuramente quella del piccolo cimitero di Gallumara: la tromba d’aria, perché di questo in pratica si trattò, sradicò alcuni alberi e fecero volare detriti, con lesioni strutturali che interessarono le tombe e il muro di cinta, crollato quasi integralmente. Fortemente danneggiata fu anche la cappella e proprio pochi giorni fa l’amministrazione di Fiscaglia ha dato il via libera al progetto preliminare per i lavori di recupero dell’edificio di carattere religioso, peraltro sottoposto a vincolo di interesse storico-artistico. Il tutto con un investimento economico che sfiora i 100mila euro complessivi.

IL PROGETTO e i fondi

Come i tecnici entrati nel cimitero poterono constatare, le conseguenze del maltempo sulla cappella si rivelarono ingenti: “sfondamento con crollo del solaio in laterizio e scoperchiamento del manto di copertura”, fu la diagnosi all’epoca. A sua volta quelle ferite comportano infiltrazioni d’acqua che tuttora rendono l’edificio inagibile e pericolante.

Ecco quindi la necessità di metter mano al progetto di recupero, elaborato dall’architetto ferrarese Azzurra Carli, professionista competente in materia di recupero di beni sottoposti a tutela culturale, come richiede la normativa. Depositato all’ufficio tecnico del Comune di Fiscaglia e approvato dalla giunta guidata dal sindaco Fabio Tosi, il piano preliminare dell’opera prevede un quadro economico pari a 98.481,64 euro, dei quali 79.539,73 per le opere edili e gli oneri per la sicurezza, con i restanti 18.941,91 euro a disposizione per spese tecniche e imprevisti.

Somme da recuperare “bussando” alle compagnie assicurative cui l’amministrazione è legata, con l’obiettivo di farsi riconoscere il danno patrimoniale subìto e quindi poter iscrivere il risarcimento a bilancio. —

Fabio Terminali

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