Vongole, Sacca e concessioni Lunedì l’incontro in Regione
Sindaco Viviani e pescatori chiedono attenzione sul rilascio di nuove aree Lisei (FdI): «Si temono gravi risvolti negativi, sia economici che sociali»
goro. L’assessore regionale alla Pesca Alessio Mammi ha fissato per lunedì l’incontro con il sindaco di Goro Diego Viviani e i responsabili delle associazioni e cooperative. Un primo passo avanti, dopo la netta presa di posizione dell’amministrazione comunale che ha detto no all’arrivo di nuovi allevatori di vongole in Sacca a Goro. In pratica è arrivata alla Regione Emilia-Romagna la richiesta da parte di una cooperativa con sede a Comacchio per traslare la propria concessione demaniale marittima, ora relativa all’area delle dighe foranee antistanti i lidi di Comacchio, sull’area della Sacca di Goro, senza dover richiedere il rilascio di una nuova concessione, che la normativa vigente peraltro non consentirebbe.
Anche il consigliere regionale Marco Lisei (FdI) ha chiesto spiegazioni con un’interrogazione rivolta al governo regionale. «Se questa richiesta verrà accolta - fa presente Lisei -, a essere danneggiati saranno gli allevatori che operano nell’area della Sacca di Goro». Questa ipotesi, spiega, «ha suscitato comprensibili preoccupazioni fra gli allevatori di Goro che temono gravi risvolti negativi, sia economici che sociali, ci sono voluti anni di duro lavoro, numerosi interventi di ripristino ambientale e cospicui investimenti pubblici (ma soprattutto privati) per ottimizzare la funzionalità e la capacità produttiva della laguna e raggiungere i livelli di eccellenza di oggi».
i passaggi
La Regione Emilia-Romagna nel dicembre 2020 ha sospeso il rilascio di nuove concessioni in Sacca di Goro fino al 30 giugno 2022, in attesa dell’esito dello studio affidato all’Università di Ferrara e volto alla “zonizzazione produttiva” dell’area, per la verifica del massimo carico antropico dalla stessa sopportabile. Con questa translazione, si rimarca nel documento, «si andrebbero ad aggirare, a tutti gli effetti, le finalità di tale sospensione e di tale studio e si andrebbe a sovraccaricare ulteriormente antropicamente la Sacca di Goro, cosa inaccettabile anche a livello ambientale», ha spiegato il consigliere.
da comacchio
Al momento una sola cooperativa comacchiese ha chiesto di essere spostata, anche se tutte altre sono in stato di agitazione da settimane. Quale il problema? Il canale del Logonovo. «La foce è praticamente chiusa e ai nostri allevamenti non arriva ossigeno. Rischiamo di perdere il prodotto perché la Regione non si muove. Vogliamo lavorare a casa nostra, non andare certo da altri - dicono i comacchiesi -, ma è logico che dobbiamo essere messi nelle condizioni di poterlo fare. Da Bologna devono avere un’idea di cosa fare e come muoversi, ma la pesca e la molluschicoltura non è tutelata». —
An.Bo.
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