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Cani da addestrare nell’ex discarica Ma lì sotto c’è una villa romana

S.C.
Cani da addestrare nell’ex discarica Ma lì sotto c’è una villa romana

Parte l’attività di Rescue Dogs in via Canapa Nella zona furono trovati resti archeologici 

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la storia

Servirà ad addestrare i cani alla ricerca di persone disperse, ma potrebbe interessare appassionati di “indagini” di altro genere. L’ex piazza d’armi di via Canapa, divenuta negli anni Ottanta una discarica e appena assegnata dal Comune all’associazione Rescue alpha dogs, ha infatti una storia particolare: sepolti lì sotto, infatti, ci sono i resti di una villa romana del I secolo d.c., una delle poche testimonianze degli insediamenti che hanno preceduto il primo nucleo della città medievale. I reperti sono sepolti sotto la collinetta formata dai residui della discarica, utilizzata appunto negli anni Ottanta: furono proprio gli scavi di preparazione del terreno per ospitare i rifiuti a far emergere i primi reperti ed innescare saggi e ricerche da parte degli archeologi. Quanto venne alla luce (fondazioni, qualche alzato, un ambiente allungato simile a un corridoio) hanno fatto ipotizzare la presenza di una villa rustica, sul modello di quella già individuata a Cassana. Furono trovati tra gli altri degli ami da pesca.

Di quel ritrovamento con l’attivazione della discarica si sono perse le tracce, anche un paio d’anni fa un’interpellanza in consiglio comunale di Ilaria Morghen (M5s) riportò l’attenzione sulla vicenda, in funzione di valorizzazione storica e anche d’indagine ambientale sul contenuto della “collinetta”. Oggi la vegetazione copre completamente l’intera area che è delimitata da un canaletto e da un campo coltivato.

Il Comune ne ha concesso l’utilizzo in uso gratuito all’associazione di volontariato che opera in ambito Protezione civile. I cani lì addestrati nel corso di alcune sessioni, da oggi fino al 14 novembre, formano unità cinofile per la ricerca di persone scomparse e in caso di calamità persone disperse. L’area è molto ampia, 110mila metri quadrati, ma chissà che la sua “riscoperta” non alimenti anche attenzioni di tipo storico e ambientale. —

S.C.

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