Centro sociale, nuova sede C’è il via libera per un aiuto
La commissione consiliare accoglie l’appello del presidente Cattabriga Il sostegno economico del Comune sarà ripagato con servizi per la comunità
CENTO. «Chiedo al consiglio comunale un impegno politico perché la nuova convenzione tra Comune e centro sociale Ancescao abbia validità superiore ai 15 anni. In questo modo diventerebbe per noi sostenibile la spesa di 400mila euro per la sistemazione della nuova sede al Don Zanandrea».
Questa la richiesta che il presidente del Centro sociale ricreativo culturale Aps di Cento, Franco Cattabriga, ha rivolto alla terza commissione consiliare, riunita per ridiscutere la proposta di convenzione tra Comune di Cento e Centro sociale.
OCCHI SULL’ITER
Presenti all’incontro il vicesindaco Simone Maccaferri, il dirigente dei servizi alla persona e servizi culturali Mauro Zuntini, e il presidente del Centro sociale ricreativo culturale Franco Cattabriga. Dai commissari occhi puntati sull’iter che porterà il Centro ad avere una nuova sede nei locali della Fondazione Don Zanandrea. Obiettivo, rendere l’operazione sostenibile e garantita nel tempo, dal punto di vista burocratico, amministrativo, economico e sociale.
«Sbagliato – ha detto il capogruppo Lodi – voler superare la precedente convenzione che prevedeva un contributo annuo di 25mila euro a fronte di servizi forniti da Ancescao di Cento. Garantisce stabilità e sostenibilità riconoscere al Centro sociale sia un contributo in denaro, sia il contratto di comodato d’uso. Occorre modificare il quadro economico dell’atto, per dare un aiuto concreto al Centro».
Pesante, ma sostenibile il debito del Don Zanandrea nei confronti della CariCento, ha riferito il capogruppo Mattarelli dopo la visita alla Fondazione: «I mutui, allungati, oggi risultano essere sostenibili, grazie alle operazioni messe in campo dall’attuale dirigenza: l’aumento degli affitti dei locali e l’utilizzo dei servizi, l’operazione con il Comune per il Centro Ancescao. Il Comune pagherà 750mila euro d’affitto, risorse che il Centro sociale trasforma in servizi alla città, rendendo fruibile un immobile in pieno centro. Serve una soluzione per coprire i costi aggiuntivi dei lavori».
Dal presidente Cattabriga, il plauso per un’operazione che ha dato una nuova e definitiva sede al Centro sociale: «Entreremo a metà maggio. Tra pochi giorni il collaudo della cucina. Abbiamo messo a disposizione tutti i nostri risparmi, 250mila euro per i lavori, ma non bastano. I costi di sistemazione sono lievitati a 400mila euro a causa di imprevisti da cantiere. Al contempo la pandemia ha azzerato i nostri introiti. Per portare a termine i lavori, chiediamo un impegno politico al consiglio».
l’operazione
Nell’operazione, condivisa col dirigente Zuntini e col presidente del Circolo, ha spiegato il vicesindaco Maccaferri, solo vantaggi: «Il Centro avrà sede definitiva, vantaggi per la Fondazione Don Zanandrea e verrà valorizzato un angolo del centro cittadino. A fronte del mancato rinnovo della sede, e dell’affitto pagato dal Comune per il Caffè Italia, per due anni il contributo di 25mila euro non è stato erogato. La precedente convenzione era così sospesa. Poi la firma del contratto di comodato d’uso col Don Zanandrea per 51mila 500 euro annui per 15 anni, che consente al centro sociale di avere un nuova sede dove svolgere, come previsto dalla nuova convenzione, le proprie attività».
E nell’accogliere l’appello lanciato dal presidente Cattabriga e dai commissari, piena disponibilità del vicesindaco Maccaferri che ha detto che «nella logica della sostenibilità del bilancio – ha concluso il vicesindaco – sarà possibile prevedere, oltre alla disponibilità gratuita dei locali, un contributo aggiuntivo al centro sociale di Cento». —
Beatrice Barberini
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