«Mancano i volontari» La sagra degli insaccati abbassa la saracinesca
Addio alla festa paesana creata a Corlo
la storia
Non è solo il coronavirus a causare problemi alle sagre. La carenza di volontari si sta facendo sentire un po’ovunque. A Corlo. dove fino ad un paio di anni fa si svolgeva la sagra degli insaccati, hanno deciso di abbassare la saracinesca. Una sagra che nel corso degli anni aveva saputo imporsi per la qualità dei prodotti quali cappelletti, cappellacci, salami, cotechini, salamine, pancette e tante altre prelibatezze, tutti rigorosamente casalinghi.
«Abbiamo deciso di chiudere – afferma il cavalier Giuseppe Zagatti che è sempre stato a capo dell’organizzazione – alcuni volontari sono passati a miglior vita ed altri accusano il peso degli anni ragion per cui abbiamo deciso di fermarci».
La sagra era riuscita a superare un momento di difficoltà quando anni fa era arrivata una grossa multa da parte della Guardia di finanza che aveva riscontrato alcune irregolarità. In quel caso i volontari erano ripartiti riuscendo a pagare la sanzione dopo aver ottenuto una rateizzazione.
Stavolta, però, la questione è ben diversa in quanto è la forza lavoro che è venuta meno. «Ci dispiace enormemente. – conclude Zagatti – in quanto il nostro appuntamento era occasione di incontro per tanti abitanti del paese e dei centri limitrofi. Inoltre – prosegue sempre Zagatti – grazie alla nostra attività si riusciva a finanziare, almeno, in parte, la società calcistica».
Un connubio, in forma di collaborazione, quello tra sagre più o meno blasonate e club del nostro calcio dilettantistico, connubio purtroppo che si è già interrotto in diverse parti della provincia. —
Maurizio Barbieri
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