Parco, Pd ed ecologisti per un cambio di passo
Si scalda l’atmosfera politica in attesa delle nuove nomine il dem Fabiani e Legambiente reclamano più trasparenza
COMACCHIO. Prosegue il dibattito, avviato nella recente seduta di consiglio comunale da Sandra Carli Ballola, su quella che la capogruppo Città Futura-M5s ha definito “mala gestio” del Parco del Delta del Po.
Si fa avanti ora anche il Pd lagunare che, attraverso il segretario Piero Fabiani, parla di «profondo disinteresse del Comune di Comacchio verso il Parco del Delta». In vista della conclusione dei mandati del presidente Diego Viviani e della direttrice Maria Pia Pagliarusco, il Pd invoca «un deciso cambio di passo», ritenendo che il Comune «ha il dovere di essere promotore e collante di politiche di area vasta a forte connotazione ambientale».
il segretario dem
Al proposito Fabiani, per scongiurare errori compiuti in passato, «quando la presidenza appositamente individuata dalla Regione, per favorire la costituzione del Parco interregionale, non ha raggiunto l’obiettivo di mandato», snocciola una serie di traguardi non portati a compimento: dalla mancata attuazione di iniziative capaci di rafforzare la biodiversità del territorio, al tentativo di insediare un polo industriale nel Delta del Po. «Sono state ipotizzate fantomatiche rinaturalizzazioni con terreni bonificati da inquinamento di idrocarburi – aggiunge Fabiani –, tra l’altro in un’area archeologica che non ha ancora espresso le sue massime potenzialità. Infine, occorre ricordare il disastro ambientale di Valle della Canna che ha generato un fortissimo imbarazzo nel Ravennate. Ultimamente sono emerse informazioni confuse a più livelli, dimostrazione di debolezza politica e di trascuratezza che non conosce eguali».
Definendo «raccapriccianti» le dichiarazioni della direttrice Pagliarusco circa la presunta programmazione «in gran segreto» della «privatizzazione della pesca all’interno delle valli, senza che la discussione sia aperta in consiglio comunale», il segretario Pd chiede quali saranno le ricadute occupazionali di una simile operazione.
il circolo legambiente
Mentre per Fabiani è necessario trasferire immediatamente la discussione in consiglio, il circolo di Legambiente Delta del Po, invoca analogamente un cambio di passo ed elenca tutta una serie di problematiche da sbrogliare (abbandono di aree umide, dalle valli, alla salina, da valle Mandriole a Punte Alberete, alla Piallazza della Baiona all’oasi di Boscoforte). In attesa delle nuove nomine, Legambiente sprona i soggetti coinvolti ad individuare, «invece di polemizzare, due persone di grande esperienza e competenza, ai quali dare mandato per condurre l’Ente in trasparenza e partecipazione, riportando il territorio tutelato del Parco, verso un recupero della biodiversità oggi persa». L’obiettivo strategico, secondo il circolo, può essere raggiunto avviando progettualità di valorizzazione e di ripristino di aree degradate, attraverso finanziamenti europei. —
Katia Romagnoli
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