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oltre la strada 

La tratta di esseri umani in continua evoluzione

A Ferrara nello scorso anno sono state accolte  nel progetto 36 persone:  35 donne ed un uomo Una rete molto complessa

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La tratta di esseri umani è diventata ad oggi una realtà molto più complessa rispetto al passato ed in continua evoluzione. La possibile presenza di vittime della tratta nel circuito di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, così come lo scivolamento di richiedenti asilo nei circuiti della tratta, sono fenomeni ascrivibili al carattere misto e composito degli attuali flussi migratori. A tale proposito, il problema della identificazione e della emersione di vittime di tratta e grave sfruttamento in seno a questi progetti è particolarmente spinoso.

Il Centro Donna giustizia gestisce per il Comune di Ferrara il progetto Oltre la Strada, che prevede l’attuazione di programmi di protezione sociale per persone vittime di tratta e sfruttamento sessuale o grave sfruttamento lavorativo.

Il progetto è finalizzato all’emersione dalla condizione di vittima, ad assicurare adeguate condizioni di alloggio, vitto e assistenza sanitaria e all’ottenimento del permesso di soggiorno. Il dispositivo di legge previsto non si limita all’assistenza ma è finalizzato alla piena inclusione sociale della persona, oltre che alla sua piena tutela nel corso dei procedimenti giudiziari legati all’avvenuto sfruttamento, il percorso ha la durata media di 18 mesi, al termine dei quali la persona è considerata autonoma.

Il progetto ha in gestione 3 case di accoglienza e un’altra casa in collaborazione con il Servizio sociale Area minori per l’accoglienza di donne con figli. Nel 2020 sono state accolte nel progetto 36 persone: 35 donne ed un uomo, di nazionalità nigeriana, venezuelana, brasiliana, gambiana ed albanese. Il grado di scolarizzazione dipende dall’area di provenienza, nell’attuale casistica è stato riscontrato basso per le persone provenienti dall’Africa Centrale, medio-alto per chi invece proviene dall’America Centrale. Sono stati attivati 13 percorsi di alfabetizzazione per le persone in carico. Per 2 ragazze, è stato possibile frequentare le lezioni scolastiche, per il conseguimento del diploma di licenza media.

Al termine di ogni percorso, per ogni partecipante è stato previsto un inserimento lavorativo con tirocinio formativo per supportare le persone nel raggiungimento di un’indipendenza economica e la consapevolezza del valore di una propria autonomia, la fine di evitare di ricadere nelle reti dello sfruttamento. Nel 2020 gli inserimenti lavorativi attivati sono stati 18. Quello dell’ingresso nel mondo del lavoro è uno dei momenti cruciali nel percorso individuale delle ragazze: partite giovanissime dai paesi di origine, spesso si tratta di donne che non hanno mai svolto nessuna attività lavorativa. Nello stesso periodo sono stati effettuati 529 colloqui con le persone in carico, 142 accompagnamenti in ambito sanitario, 110 in ambito educativo, 55 colloqui in area legale per l’ottenimento dei documenti e 7 consulenze psicologiche.

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