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UNITà DI STRADA 

Prostituzione e sfruttamento Sostegno, tutela e protezione

Prostituzione e sfruttamento Sostegno, tutela e protezione

L’equipe di Ferrara nel corso del 2020 ha effettuato 90 accompagnamenti Per il progetto “Invisibile” sono state effettuate 245 telefonate di contatto 

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Il Centro donna giustizia dal 2001 gestisce il progetto Luna Blu per conto del Comune di Ferrara. Nel 2007 all’attività dell’Unità di strada si aggiunge il progetto “Invisibile”. Le azioni messe in campo dalle operatrici mirano a fornire una corretta informazione in tema di salute e favorire l’accesso ai servizi sanitari del territorio per le persone che esercitano prostituzione a Ferrara, sia nell’indoor che sulla strada.

le azioni

Nel concreto questo mandato si traduce in due livelli di azione: un primo livello è rappresentato dal contatto delle operatrici con le sex workers. Il contatto mira a costruire rapporti di fiducia e favorire la circolazione di informazioni inerenti il tema della salute e i servizi sociosanitari presenti sul territorio. Il secondo livello è costituito da tutte quelle azioni che rispondo a richieste che arrivano all’equipe. Prevalentemente si tratta di colloqui individuali e accompagnamenti presso i servizi.

le azioni

Il progetto opera in un’ottica distante dalla modalità assistenzialistica, che punta a favorire l’autonomia della persona. Il 2020 ha impedito la piena realizzazione di queste azioni a seguito della sospensione o rarefazione degli accessi alle strutture ospedaliere e sanitarie in generale e le disposizioni che hanno limitato fortemente l’accesso agli uffici del Centro, che sono rimasti sempre aperti. Ma anche qui il telefono ha rappresentato uno strumento indispensabile che ha permesso anche a persone che avevano una conoscenza dei servizi ospedalieri estremamente ridotta di vedere riconosciuto il proprio diritto alla salute.

Nel corso del 2020 sono state svolte 56 uscite di contatto notturno e mappatura. Per il progetto “Invisibile” sono state effettuate 245 telefonate di contatto. Nel periodo compreso tra marzo e maggio 2020 l’equipe, in concerto con l’ente gestore, ha sospeso le uscite di contatto notturne viste le disposizioni governative che a livello nazionale hanno predisposto il divieto di uscire dalla propria abitazione e al fine garantire la massima tutela della salute di operatrici e volontarie. Si è scelto di mantenere le uscite di mappatura raddoppiando il numero e cercando di monitorare il territorio a settimane alterne. «Nel complesso nel 2020 sono stati effettuati 510 contatti con sex workers (attenzione, non si riferisce al numero di persone ma al numero di volte che ci siamo fermate a parlare con sex workers)che si prostituiscono in strada - spiegano le responsabili del progetto -. Nei mesi di maggio e giugno sono state effettuate uscite di contatto in orario diurno finalizzate alla distribuzione di buoni spesa e/o generi di prima necessità nelle abitazioni di sex workers che ne hanno fatto richiesta».

L’equipe nel corso dei 12 mesi ha effettuato 90 accompagnamenti presso servizi del territorio; 94 drop in individuali; 232 telefonate. L’equipe opera in concerto con le altre realtà provinciali sotto l’egida del coordinamento regionale dell’Emilia- Romagna ma non manca il confronto con le unità di strada attive su tutto il territorio nazionale. Proprio grazie a questo confronto nel corso del 2020 è stato possibile costruire strumenti utili ad affrontare un anno quanto mai particolare e complesso.

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