Ma resta l’inchiesta sui buchi Indagati 34 ex dirigenti Carife
Indagine aperta per bancarotta per dissipazione e distrazione Vede indagati l’ex dg Murolo Era accusato anche lo scomparso presidente Santini
La sentenza di ieri della Corte d’appello era attesa, attesissima, non solo dalle migliaia di risparmiatori che, ricordiamo, di fatto finanziarono con i propri risparmi, l’aumento di capitale. Anche e soprattutto dai magistrati della procura, Stefano Longhi e Barbara Cavallo, che ora sulla base di questo pronunciamento potranno calibrare le accuse e chiudere l’inchiesta madre sul crac Carife, dal 207 al 2013, quando la banca venne commissariata perché sull’orlo del fallimento che arrivò poi nel 2015/2016 dopo la gestione dei commissari, il decreto Salvabanche e la dichiarazione dello stato di insolvenza.
Lo ricordava proprio il pm Longhi, a commento della sentenza sull’aumento di capitale: «sarà necessario attendere la motivazione per decidere per il ricorso in Cassazione e prendere atto e valutarne i principi ai fini dell’altra indagine che stiamo portando avanti». L’altra indagine è quella aperta nel luglio 2016, il procedimento numero 3439/16 (registro generale notizie reato a modello 21, con indagati) con cui la stessa procura aveva iscritto per bancarotta fraudolenta ex amministratori vecchia Carife che hanno gestito la banca dal 2007 al 2013. L’inchiesta aperta per le ipotesi di distrazione e dissipazione vede 34 indagati, quelli riportati negli atti che si sono succeduti per le proroghe tutte scadute, ai quali potranno aggiungersi anche decine e decine di altri tra le 99 persone denunciate – da quanto si era appreso allora – dall’ultima informativa della guardia di finanza. Bene, da oltre un anno e mezzo questa inchiesta è in assoluto stand-by. Non solo per motivi Covid, soprattutto perché la procura a fronte della montagna di carte della storia di Carife, quella giudiziaria si intende, dovrà fare una ampia selezione su cosa e chi portare a processo.
Ci sono tutti i rappresentanti del potere economico cittadino, il gotha di tutte le categorie che erano rappresentate nei consigli di amministrazione della Cassa di risparmio di Ferrara. L’inchiesta deve mettere a fuoco la malagestione tra il 2007 e il 2013, che ha portato al disseto della Carife. In questi atti compare la galleria delle errori-orrori economici, commessi da Carife: il caso Vegagest e le operazioni Siano, Deiulemar, Commercio e Finanza, Acqua Marcia, Gruppo Mascellani e decie e decine di “grandi creditori” che hanno creato un buco di centinaia e centinaia di milioni . Tra i principali indagati Gennaro Murolo, ex direttore generale di Carife per oltre 10 anni, fino al 2009 quando l’allora presidente Alfredo Santini – scomparso da tempo anche lui indagato – gli diede l’aut aut e lo fece dimettere. In parallelo, a Bologna, Tribunale imprese è pendente l’azione per danni contro 33 ex dirigenti Carife più o meno gli stesi dell’inchiesta epnale. –
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