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«Questo è solo un piccolo pezzo della verità sul crac Ora chiediamo di poterla conoscere a 360 gradi»

«Questo è solo un piccolo pezzo della verità sul crac Ora chiediamo di poterla conoscere a 360 gradi»

Amici di Carife, Cappellari: da noi il fallimento della vigilanza bancaria  Mazzoni e Zaggia: nessuno ci ha più aiutati, a partire dai politici locali 

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I risparmiatori

Aspettano, oggi come ieri. I 32mila azzerati di Carife finiti nel gorgo del fallimento della banca cittadina, e molti di loro anche vittime, ingannate, dall’aumento di capitale. Marco Cappellari, di “Amici di Carife” accoglie la sentenza di Bologna con neutralità: «La accettiamo, ma ricordiamo quello che diciamo ormai da tanti anni: che questo processo sull’aumento di capitale è solo un piccolo episodio, finale, della lunga storia di 160 anni di Carife». Poi si fa più incisivo: «Diciamo questo perché vogliamo e chiediamo una verità a 360 gradi sulla Carife, una verità che piano piano sta emergendo». «Un pezzo di questa verità – riflette – è arrivata dall’aumento di capitale, fatto in modo maldestro; poi a inizio marzo c’è stata la verità sugli errori macroscopici della Commissione europea (sugli aiuti negati alle banche, ndr) ora attendiamo gli altri pezzi».

È allora l’inchiesta in corso, che deve essere chiusa dalla procura, che potrà dare queste verità? «Attendiamo, certo, ma ricordiamoci come ormai sappiamo che a Ferrara probabilmente c’è stato il più grande fallimento della vigilanza bancaria in Italia, visto che in Carife arrivarono le ispezioni fino al 2009 e nel 2013 si arrivò al commissariamento». Era dunque una catastrofe bancaria annunciata, che avrebbe dovuto essere controllata e gestita da Banca Italia: lo sa che a conferma di questo la sentenza di Bologna ha deciso le assoluzioni per l’ostacolo alla vigilanza di Banca Italia: come dire, non c’è reato perché la vigilanza poteva ben fare di più. «Sì, una catastrofe annunciata che si ripete in altri territori: in Banca Marche ad esempio sta emergendo una verità clamorosa e simile al caso di Ferrara. Per il resto qualcuno ha ricordato il nostro evento al teatro comunale del 2016 quando il nostro slogan era “No ai risparmi azzerati per legge”».

Ieri come oggi in prima fila anche Giovanna Mazzoni, per gli Azzerati Carife che “legge” la sentenza con equilibrio: «È andata come presumevo in base alle cognizioni di diritto che ho elaborato. Io l’ho sempre detto che Lenzi avesse responsabilità limitate, come dire opinabili». Ma è stato condannato, però: «Dico questo perché la sua responsabilità va inserita nel contesto in cui è nata, dal turbinio di questi mesi (primavera estate 2011) da giugno ad agosto per arrivare all’aumento di capitale: altri sono più responsabili, quelli che lo hanno preceduto e che debbono rispondere delle truffe per capitali investiti e mai tornati nelle casse Carife».

Tutto gira intorno a quella verità a 360 grandi che ancora manca su Carife, come analizza Milena Zaggia di “Azzerati Carife” spiegandone il motivo, il peccato originale: «Si è iniziato dal tetto per arrivare alle fondazioni di una casa per fare un processo», allude al parallelo tra crac aumento di capitale del 2011 e il crac dal 207 al 2013. «Sull’aumento di capitale posso chiedere, come sempre facciamo: dov’erano i dipendenti Carife e i sindacati, lor hanno scelto di sollecitare l’aumento di capitale, noi come risparmiatori non abbiamo scelto nulla. Siamo stati etichettati come “speculatori”, noi quando invece le bancarotte del nuovo filone di indagine sono frutto di prestiti fatti, speculazioni insensate della politica della banca».

«Il nuovo processo? Vedremo - chiude - , ciò che possiamo dire è che dopo le nostre lotte come risparmiatori nessuno ci ha dato una mano, tanto più i politici locali: abbiamo chiesto aiuto ma non abbiamo ricevuto risposte». –

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