Uccisa in casa, bambini chiusi in una stanza
POVE DEL GRAPPA (VI). Almeno non avranno negli occhi quelle immagini per il resto della loro vita, anche se quelle grida e quei lamenti non li dimenticheranno mai. Una consolazione non da poco per i figli della donna uccisa a martellate dal loro stesso padre. La ragazzina di 13 anni e il più piccolo di 9 erano in casa, domenica pomeriggio, quando si è consumata la tragedia. Che fosse qualcosa di molto brutto l’avevano intuito e, forse spinti dall’istinto, hanno evitato di assistervi: la più grande, infatti, al crescere dei toni del litigio fra i suoi genitori, ha telefonato a una cugina, appena maggiorenne. È stata quest’ultima, con grande presenza di spirito, a consigliare di chiudersi dentro una stanza, per mettersi al riparo. E così hanno fatto i due fratellini, poi presi in custodia dai carabinieri, chiamati dallo stesso uxoricida, quindi affidati a parenti che abitano in zona. I due coniugi sono di origine albanese, anche se da tempo vivono in provincia di Vicenza. —
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