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Cercansi autobus e autisti Scuola, trasporto in affanno

Stefano Ciervo
Cercansi autobus e autisti Scuola, trasporto in affanno

La ripresa della didattica in presenza al 100% impone almeno venti mezzi in più Si vogliono scongiurare doppi turni e orari sfasati, fondamentale il ruolo dei privati

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Altri bus cercansi. Meglio, anzi è indispensabile, con autista. Ne servono subito, a partire da lunedì, da piazzare sulle principali linee di trasporto scolastico, per sopportare l’urto della ripresa al 100% in presenza anche delle scuole superiori, che dalla scorsa settimana ospitano solo la metà degli studenti. «Stiamo cercando almeno una ventina di mezzi e relativi conducenti, coinvolgendo i privati, ma stavolta sarà davvero molto difficile» dice Michele Balboni, direttore dell’Agenzia della mobilità. E all’Ufficio scolastico provinciale stavolta non se la sentono di escludere la possibilità di doppi turni, anche se i presidi sono decisamente contrari.

Schizofrenia

Il quadro è noto, lievemente schizofrenico. In zona rossa, un mese fa, si era messo mano all’organizzazione del servizio per evitare giri a vuoto in situazione di scuole in gran parte in Dad, e le frequenze erano diventate su molte linee simili a quelle del periodo estivo. Un paio di settimane dopo è arrivato il primo dietrofront, con l’esigenza di servire il rientro al 50% degli studenti grandi fermo restando il divieto di caricare oltre la metà i mezzi. Il risultato è stato un ri-potenziamento di 38 bus che ha portato il totale in circolazione a oltre 190 a livello provinciale. L’altro ieri, dopo un vertice di società di trasporto e aziende della mobilità con l’assessore regionale Andrea Corsini, è partita una nuova caccia a mezzi e autisti. «Passiamo in pochi giorni dalla cassa integrazione a dover chiedere di più a tutti, ma è un anno che va così» sospira Paolo Pastorello, della società La Valle, perno dei consorzio di privati che lavora con Tper.

Acrobazie

Al di là degli aspetti formali, tipo l’assenza al momento di un provvedimento legislativo che metta nero su bianco quanto annunciato dal governo, e viceversa la piena validità fino al 30 aprile del protocollo prefettizio sui servizi dimensionati al 50% di didattica in presenza, restano conti che non si vede come far tornare. In questi giorni il riempimento medio dei bus ferraresi è stato tra il 30 e il 35%, quindi un po’ di posto in più ci sarebbe, «diciamo che eravamo organizzati per arrivare con qualche difficoltà attorno al 75%, che era il massimo previsto dall’attuale legislazione – è ancora il direttore Ami a parlare – Oltre non è possibile andare con l’attuale disponibilità, ma anche organizzare un potenziamento in pochi giorni e un weekend di mezzo è un’impresa». C’è da dire che in questi giorni al 50% non si sono registrati assembramenti alle fermate e sui mezzi, la speranza di poter contare sulla collaborazione degli utenti si rafforza.

Economia

I privati, fondamentalmente La Valle e la coop Cose Puri, si stanno dando da fare, ma non sembrano in grado di trovare venti mezzi in pochi giorni: forse si può ragionare sulla metà. Non solo, bisogna valutare la convenienza economica, «se chiedo ad un operatore di Cento di andarmi a coprire un percorso di una decina di chilometri tra Comacchio e Codigoro, difficilmente avrò una risposta positiva» ragiona Pastorello. Inoltre l’Emilia, a differenza ad esempio della Lombardia, paga solo il chilometraggio puro, senza forfait aggiuntivi e quindi risulta meno incentivante per i privati.

Organizzazione

Le scuole aspettano il tavolo prefettizio di domani per ribadire il loro punto di vista, che resta contrario ai doppi turni, cioè lezioni di mattina e di pomeriggio, ed è tutto da valutare per quanto riguarda importanti scaglionamenti d’ingressi e uscite. «Ma la situazione è necessariamente un work in progress – spiega Veronica Tomaselli, dirigente scolastica provinciale – Ci rendiamo conto delle difficoltà del trasporto scolastico e se si rendesse necessario valutare ipotesi come doppi turni ne parleremo con i dirigenti». Sperando proprio in qualsiasi altra soluzione.

Stefano Ciervo

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