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La Consulta delle donne come “arma” contro la violenza di genere

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ARGENTA. Il consiglio comunale ha deliberato a favore del regolamento della Consulta delle donne. La Consulta delle donne nasce dalla volontà di proseguire un percorso iniziato grazie al progetto “Argenta 2030” per promuovere le azioni dell’Agenda ONU 2030. A questo scopo sono state organizzate una serie di attività e, nello specifico, si parla della formazione di volontarie competenti che è stata fatta in modalità a distanza, dato l’anno segnato dall’emergenziale coronavirus, dal gruppo dello “Sportello Viola” di Argenta e dalla sua presidente Paola Castagnotto.

IL PERCORSO

Gli obiettivi e le finalità sono molteplici: il primo è il sostegno a progetti e iniziative territoriali per perseguire educazione e formazione della cittadinanza alla cultura di non discriminazione, in particolare per superare gli stereotipi che riguardano il ruolo sociale delle donne. Inoltre: diffusione dell’esemplarità delle personalità femminili distintesi nel campo della scienza, della filosofia, della storia, dell’arte, della cultura, dell’impegno sociale e nel mondo del lavoro, dell’impresa, dello sport, della politica, delle istituzioni. Organizzazione di attività culturali, sociali e di iniziative volte al contrasto della discriminazione di genere. Collaborazione ad attività di sostegno alle donne per la loro emancipazione, anche nell’ottica del contrasto della violenza di genere.

LA SITUAZIONE

«Le disuguaglianze di genere – spiega l’assessore Anna Ferrari – sono ancora profondamente radicate in ogni società a livello mondiale. Le donne soffrono di mancanza di accesso a un lavoro dignitoso e devono affrontare la segregazione occupazionale e il divario salariale di genere. In molte situazioni viene loro negato l’accesso all’istruzione di base e all’assistenza sanitaria e sono vittime di violenza e discriminazione. Sono inoltre sotto rappresentate nei processi decisionali politici ed economici». Secondo l’amministratrice la situazione in Italia, e a ricaduta anche nel locale, è peggiorata. La pandemia ha minato non “solo” la salute di molti ma anche la socialità e la vita dei più fragili.

«Molte donne - sottolinea Ferrari - a causa della flessione del settore economico, si sono trovate senza lavoro, alla mercé di violenze domestiche a cui, ora più di prima, faticano a sottrarsi. Noi vogliamo dare ascolto alle difficoltà che ci vengono raccontate, ma soprattutto creare l’opportunità per queste donne di sottrarsi a realtà logoranti e spesso violente». —

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