«La fusione con Credem non deve penalizzare i dipendenti CariCento»
I sindacati del gruppo bancario scendono in campo al fianco dei lavoratori attualmente nella Cassa centese
CENTO. No a penalizzazioni economiche e a pesanti ricadute organizzative per i dipendenti di CariCento che entreranno con la fusione nel gruppo Credem.
Scendono in campo al fianco dei colleghi centesi le segreterie degli organi di coordinamento del Gruppo Credem, di cui fanno parte le organizzazioni sindacali Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisi. E lo fanno con un documento che ripercorre la trattativa sindacale in corso con CariCento e Credem, in vista della futura integrazione, da parte dei sindacati ferraresi.
LE DISTANZE
«Dopo la firma dell’accordo per l’applicazione del fondo esuberi ai futuri colleghi ex-CariCento - spiegano i sindacati - persistono distanze notevoli tra le parti in tema di armonizzazione contrattuale e di definizione delle ricadute organizzative. Le trattative riprenderanno dopo lo svolgimento delle assemblee societarie, chiamate a deliberare il progetto di fusione». A quel punto la procedura prevede il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali del gruppo Credem, unitamente alle rappresentanze sindacali di CariCento.
IL PASSATO
«Fin dall’avvio di questa operazione - evidenziano le segreterie - abbiamo dichiarato che ci aspettiamo un significativo mutamento nell’approccio adottato dal Credem, che in passato ha determinato forti penalizzazioni economiche per lavoratori e lavoratrici delle aziende acquisite, oltre a ricadute organizzative talvolta molto pesanti. Ribadiamo che questo nuovo ciclo di espansione deve essere contrassegnato da un atteggiamento diverso».
Nel settore, ricordano gli esponenti sindacali di Credem, si va consolidando la tendenza alla tutela «dei livelli retributivi e professionali in occasione di rilevanti cambiamenti societari; in questi giorni, ad esempio, è stato sottoscritto l’accordo sindacale per l’incorporazione di Ubi in Intesa S. Paolo, grazie al quale i lavoratori coinvolti manterranno importanti trattamenti individuali e collettivi, compresa la tutela della mobilità territoriale. Il Credem, a differenza del passato, intende caratterizzarsi per una particolare attenzione al benessere delle persone; le certificazioni ottenute e l’investimento significativo sul “wellbanking” richiedono un cambio di passo per evitare effetti indotti non banali» per i lavoratori acquisiti, «quali il mancato coinvolgimento attivo e la percezione di essere vittime di un’ingiustizia causata da perdita di salario e di tutele normative e professionali».
LA SODDISFAZIONE
Soddisfazione per la presa di posizione delle sigle sindacali a favore dei lavoratori CariCento, da parte di Samuel Paganini, segretario generale Fisac Cgil Ferrara: «È un bel segnale di solidarietà fra lavoratori e lavoratrici e un invito alle controparti aziendali, Credem e Caricento (due banche solide e che fanno buoni utili anche nel 2020) a migliorare le relazioni sindacali. Tutto questo per dare un senso concreto all'attenzione ai lavoratori di queste banche in termini di salario, tutele normative e professionali e mobilità territoriale. Questi punti saranno elementi fondamentali per la tutela economica e sociale dei territori attualmente presidiati dalla Cassa Centese». —
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