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Presidi stremati dai cambiamenti «Ma il 60% in aula lo garantiremo»

Stefano Ciervo
Presidi stremati dai cambiamenti «Ma il 60% in aula lo garantiremo»

Da lunedì priorità alle quinte, poi ballottaggio prime-seconde C’è chi ha aggiornato l’orario delle lezioni per diciotto volte

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La dirigente scolastica del Taddia di Cento, Annamaria Barone Freddo, ha già cambiato «18 volte» l’orario dall’inizio dell’anno, e dice che non sarà un gran problema adeguarlo per l’ennesima a partire da lunedì. Per consentire lezioni in presenza ad «almeno» il 60% degli alunni, stando ai più recenti accordi governo-Regioni, che vanno ufficializzati e quindi potrebbero essere nuovamente ritoccati. «Nel caso, tireremo fuori altri fogli excel, ormai ne abbiamo per ogni articolazione» sospira Silvia Tognacci, preside del Remo Brindisi di Lido Estensi. La pallina della roulette scolastica ferma sul 60, almeno per un giorno, consente comunque i dirigenti scolastici di non porsi il problema dei bus aggiuntivi, che peraltro non sarebbero stati disponibili nell’immediato, e di concentrarsi su come chiudere al meglio un anno tra i più travagliati. Oggi il tavolo prefettizio.

quinte e poi?

In linea di massima l’idea è di privilegiare le classi quinte, che hanno l’esame di maturità, «proveremo a garantire loro 5 giorni pieni in presenza» anticipa Barone Freddo; Massimiliano Urbinati, dei professionali Vergani e Navarra di Ferrara, punta per loro al 100% di presenze «e le altre classi a metà: se ci sarà uno spazio ulteriore rispetto al limite complessivo del 60% vedremo chi privilegiare tra le prime e le seconde, queste ultime hanno il passaggio del biennio che è importante per gli istituti professionali». Attualmente gli aspiranti cuochi e tecnici agrari stanno lavorando con metà classi a casa e metà a scuola. Punta a dare priorità anche alle prime, invece, Nicola Pelliccia, del Levi Montalcini di Argenta/Portomaggiore, che oggi porta in presenza tutte le classi per tre giorni la settimana: al 100%, dice, ci sarebbero problemi per i trasporti, visto che gli arrivano studenti anche dal Ravennate e dal Bolognese.

Per il Remo Brindisi, in ogni caso, le presenze al 60% «sono l’ideale dal punto di vista della possibilità di consentire a tutti l’utilizzo del laboratorio - sottolinea la dirigente - Con una percentuale inferiore dobbiamo sacrificare qualcuno».

tutti in classe

Ci sono però studenti “grandi” che da lunedì scorso frequentano tutti assieme in classe: si tratta dei frequentanti della scuola per adulti Cpia, che la settimana precedente avevano ripreso gradualmente. «Abbiamo preferito cominciare al 50% ma essendo formalmente appartenenti al primo ciclo d’istruzione, però con studenti tutti maggiorenni, siamo autorizzati a tornare in piena presenza - spiega il direttore Fabio Muzi - Gli abbandoni durante la Dad parziale? L’anno scorso se n’erano andati in tanti, ma quest’anno abbiamo preso qualche contromisura e al rientro dopo la Dad non ci sono state praticamente defezioni». Sono 1.400 gli studenti adulti divisi nelle sedi di Ferrara, Portomaggiore, Codigoro e Cento, oltre ai punti di erogazione di Comacchio e Argenta, e al carcere.

pochi contagi

I primi dieci giorni di test dopo il parziale rientro delle superiori non ha fatto registrare la temuta esplosione di contagi. «Attualmente abbiamo una sola classe in quarantena - racconta Barone Freddo del Taddia - ma in generale dall’inizio dell’anno abbiamo registrato un picco di sette positivi contemporaneamente, su 1.600 alunni: direi che le aule scolastiche hanno dimostrato di essere luoghi sicuri». Anche dagli altri istituti i casi sono molto limitati, ma bisogna vedere cosa succederà con l’aumento progressivo delle presenze.

e i sindacati

Mettono in evidenza la «sospensione della campagna di vaccinazione del personale scolastico», tutte le sigle sindacali della scuola emiliano-romagnola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda), che bocciano peraltro la possibilità di doppi turni evocata per aumentare progressivamente le presenze: «Con quale personale, visto che l’organico assegnato non consente lo sdoppiamento? E la soluzione non passa per l’attivazione di ulteriori forme di flessibilità non ragionate e concordate con chi quotidianamente lavora per il funzionamento delle scuole».

Gianluca Dradi, responsabile regionale dei dirigenti scolastici Cgil, parla di «prevalere del buon senso» per la decisione di riparare dal 1000 al 60%, mettendo in evidenza una criticità posta dal protocollo regionale del 6 aprile: «I docenti in attesa dell’esito del tampone sono da considerarsi in servizio, ma senza poter avere contatti con la classe», cosa che «impedisce di nominare un supplente e quindi crea un problema di sorveglianza delle classi».

Stefano Ciervo

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