Coprifuoco, Fabbri attacca Franceschini: Ferrara danneggiata dal divieto
Il sindaco evidenzia i problemi della città d’arte: «Il ministro dovrebbe ascoltare il territorio» Talmelli (Pd) replica: non si può scadere in polemiche così basse
Gli ultimi provvedimenti del governo sulle riaperture «destano forte perplessità e creano non poche difficoltà: è stato disatteso l’accordo con gli enti locali, si generano disparità tra attività, ad alcune di queste si continuano a imporre chiusure senza una ragione apparente, si insiste sul coprifuoco alle 22». A lanciare l’attacco è il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, delegato Anci in materia di politiche istituzionali, riforme e autonomie, che sulla questione chiama in causa un il ministro della Cultura, Dario Franceschini. «Mi meraviglio– dice Fabbri– che un ministro ferrarese come Franceschini, leader nazionale del Pd, possa accettare tutto questo. Perché non ascolta il suo territorio?». Infatti, insiste il primo cittadino, Ferrara «è una città d’arte: stiamo investendo in mostre, iniziative, concerti, eventi di vario tipo, stiamo creando occasioni di rilancio per il comparto turistico, duramente provato da mesi di chiusure e da quasi un anno abbiamo creato il progetto “Ferrara Rinasce”», ma «le nuove misure dettate dal governo sono un veto alla ripartenza». Nel mirino del sindaco c’è il Pd, definito «ostruzionista verso un progressivo ritorno alla normalità, con un approccio tutto ideologico che si traduce in un freno all’occupazione», mentre la Lega «si sta dimostrando forza politica responsabile e attenta».
Pronta replica di Alessandro Talmelli (Pd): «I provvedimenti di un governo di unità nazionale si possono anche criticare, ma non si può scadere in polemica politica così bassa. Anche in considerazione dell’incarico Anci di Fabbri». —
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