Il politico e il figlio non sepolto: aspetto da due mesi, vergogna
Roma, la rabbia del deputato Pd Andrea Romano che accusa la sindaca: «Nella capitale tumulazioni bloccate, uno strazio per decine di famiglie»
Maria Meini
Roma. Due mesi senza riuscire a seppellire il figlio morto a 24 anni. Il deputato Pd Andrea Romano ha reso pubblico il suo sdegno e il suo dolore con un tweet: «Sono due mesi che mio figlio Dario è morto. E da due mesi non riusciamo a seppellirlo. Raggi si vergogni». Il parlamentare democratico livornese aveva taciuto sulla morte del primogenito, un dramma vissuto in forma riservata, di cui erano a conoscenza solo gli amici e i parenti stretti. Ieri cadevano i due mesi esatti dalla morte di Dario. «Non sono riuscito a trattenermi – racconta Romano al Tirreno –: d’accordo con mia moglie Costanza, la mamma di Dario, e gli altri miei tre figli che vivevano col fratello a Roma, abbiamo voluto dare voce a questa situazione incredibile e dolorosa, che sta creando problemi in tutta la capitale, dove non si riesce più a seppellire i propri cari. Un problema che riguarda non solo me, che sono un personaggio pubblico, ma tanti cittadini. C’è stata anche una protesta delle imprese funebri che hanno attaccato manifesti in tutta la città, scusandosi con i cittadini e accusando il Comune e l’Ama», la società municipalizzata che gestisce i servizi cimiteriali.
Romano si è rivolto pubblicamente alla sindaca Virginia Raggi. «La cosa più incresciosa - spiega il deputato – è il silenzio assordante intorno al problema, un vero caos dei cimiteri a Roma». E si sfoga: «Mio figlio era malato fin dalla nascita ed è morto serenamente per cause naturali». È successo il 22 febbraio. «Siamo riusciti con sua madre a cremarlo un mese dopo la morte - racconta Romano –. Ma sono passati altri trenta giorni e ancora le sue ceneri sono accatastate insieme ad altre decine di urne nel deposito di Prima Porta», la cinquattottesima zona di Roma. «Una cosa ingiustificabile e incivile, di cui non si riesce a capire il motivo: il Covid non può essere una giustificazione. Le tumulazioni sono bloccate, si dice per mancanza di spazi, ma questo non vale per noi perché la madre di Dario ha una tomba al cimitero del Verano». Niente da fare. Uno strazio che si aggiunge al dolore. Un caso che accomuna decine di famiglie.
Dopo il tweet, la sindaca Raggi si è scusata e Ama è intervenuta spiegando che «la circolare 818 del ministero della Salute relativa all’epidemia da Covid-19 dispone che in questa fase emergenziale venga data la priorità alle prime sepolture rinviando operazioni cimiteriali non urgenti», come le tumulazioni. Che riprenderanno a maggio. —
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