Terapie intensive ancora troppo sotto pressione
Sono 16.232 i nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia e 360 i morti. Il tasso di positività sale leggermente dal 3,95 al 4,44 per cento, con 364.804 tamponi, fra molecolari e antigenici rapidi analizzati, oltre 14mila in più di mercoledì (350.034) quando erano emersi 13.844 contagi e le vittime erano state 4 in più.
Salgono a 3.920.945 i malati e 118.357 i decessi dall’inizio della pandemia. Che fa sentire ancora i suoi effetti, ma la campagna di vaccinazione sta accelerando. Il commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, prima di volare nella sua Basilicata per una visita negli hub di Potenza e Matera, fa sapere che è stata superata la soglia dei 16 milioni di somministrazioni. E altre dosi approderanno presto nel nostro Paese. Il generale ha poi annunciato l’arrivo dal 27 al 29 aprile a livello nazionale di oltre 2,5 milioni di dosi di vaccini, cui si aggiungeranno ulteriori 2,6 milioni di dosi, dal 30 aprile al 5 maggio.
Tornando al bollettino, continua la curva calante per i ricoveri. Sono 690 in meno i pazienti positivi curati nei reparti ordinari nelle ultime 24 ore, per un totale di 22.094 posti letto. In calo anche le terapie intensive con 55 pazienti in rianimazione in meno e 3.021 in totale. Eppure, «la circolazione del virus nel nostro Paese rimane sostenuta», avverte il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Secondo l’ultimo report, calano i ricoveri in terapia intensiva: -375 (-10,6 per cento) nella settimana dal 14 al 20 aprile. Ma 12 regioni sono oltre la soglia critica del 30 per cento: Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Molise, Provincia autonoma di Trento, Liguria, Calabria. —
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