Donne in cerca di aiuto Uno sportello le ascolta grazie a 17 volontarie
Nel 2020 dodici casi all’attenzione, già sei nell’anno in corso Oltre un terzo è stata vittima di violenza sessuale o stalking
ARGENTA. Il territorio di Argenta non è immune dal triste fenomeno della violenza sulle donne. I dati riportati durante l’ultimo consiglio comunale da Paola Castagnotto, presidente del Centro Donne e Giustizia, lo hanno dimostrato. Ma se i numeri rappresentano un campanello d’allarme, esiste anche un servizio di primo ascolto in funzione dal 2019, che si basa sul volontariato formato e che ha il compito di raccogliere le prime istanze per iniziare l’accompagnamento.
Un servizio che ha operato, nonostante la pandemia, sui territori di Argenta, Portomaggiore e Ostellato. Sono 17 le volontarie avvicinatesi spontaneamente e che hanno scelto di partecipare al corso di formazione. «La cosa è andata molto bene – ha precisato Castagnotto – e ora rifaremo un’azione con la scuola che si è fermata ma che continueremo».
IL BILANCIO
Venendo ai numeri, oltre a una donna del territorio accolta in piena pandemia in una casa rifugio a indirizzo segreto perché in situazione di rischio, 12 sono le donne accolte nel 2020, e nel 2021 sono già sei: un numero già elevato anche perché, come novità, si è aperto un canale con i medici di medicina generale, che per primi vedono e sentono le necessità. Delle 12 donne, 5 sono italiane e 7 di altri paesi e di queste, 9 sono mamme con 14 figli e di questi 12 hanno assistito a episodi di violenza. La forma prevalente di violenza è psicologica, poi fisica e anche economica. Il 36% è violenza sessuale e stalking, mentre l’età delle vittime è attorno ai 40 anni con maltrattamenti che vanno avanti da anni e i figli minorenni. La nota dolente è che il 99% provengono dall’argentano. Riguardo ai colloqui, ne sono stati fatti 117 via telefono per le norme Covid, mentre 40 in presenza e per 19 di queste è stata attivata l’assistenza legale gratuita.
«Il 25% di queste assistite – ha detto Castagnotto – ha appena un reddito sufficiente, mentre un altro 25% è insufficiente e il restante 50% non lo ha proprio. Noi, come centro, abbiamo elargito buoni spesa grazie alla generosità di Coop e di singoli cittadini. Il maltrattatore ha 35-45 anni e principalmente è il convivente. L’ottimo rapporto con carabinieri e servizi sociali assieme all’aumento dei volontari allo sportello ci permette di intercettare solamente la punta dell’iceberg: comunque è una parte importante che troviamo prima che la situazione esploda».
Il centro è aperto (tel. 339.7754419) mercoledì dalle 9.30 alle 12.30 e giovedì dalle 14.30 alle 17.30. —
G.C.
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