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Da lunedì la zona gialla 

Locali, i clienti chiedono le distese «Ma all’aperto c’è ancora freddo»

Gi.Ca.
Locali, i clienti chiedono le distese «Ma all’aperto c’è ancora freddo»

I ristoratori: posti troppo limitati, avventori esposti al maltempo e servizio al banco sospeso. «Assegnare piazza Ariostea  a chi non ha tavoli esterni»

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«Faccio una proposta. Ai ristoratori che non hanno una distesa propria si può destinare l’anello di piazza Ariostea in modo che possano lavorare anche loro?». Mario Rocco Iacullo, referente della pizzeria “Demì”, spera che la riapertura a pranzo e cena consentita da lunedì solo ai locali con tavoli all’aperto non si traduca in una ulteriore perdita per la sua attività.

«È chiaro che, dopo una chiusura di settimane o mesi, chi può sedersi a tavola in compagnia preferirà un locale con la distesa al servizio di asporto, quindi la perdita può essere doppia: niente tavoli all’aperto e anche meno clienti», sottolinea il ristoratore. Le chiamate per prenotare un posto in vista del rientro in zona gialla (anche se rafforzata) arrivano già «ma tra i clienti c’è ancora un po’ di confusione, purtroppo dobbiamo rispondere che per consumare al tavolo dovranno aspettare ancora».

Anche i titolari di attività con distesa, però, non fanno salti di gioia. L’opportunità, certo, interessa ma sui risultati che porterà in concreto la prudenza è generale: sanno che dovranno fare i conti con la stagione e che «soprattutto alla sera fa ancora freddo, una condizione che non invoglia a passare la serata all’aperto», come spiegano i titolari del ristorante-pizzeria “Pulcinella”.

solidarietà di categoria

Alla temperatura stagionale, ancora troppo mite, si aggiungono poi i disagi dovuti ai capricci del tempo, «perché il meteo si presenta con cambiamenti repentini. Se arriva un’acquazzone mentre la clientela sta ancora consumando si può terminare il pasto dentro, al coperto, o bisogna rifugiarsi con la pizza in macchina?», chiedono con un tono più serio che ironico i proprietari del “Pulcinella”. Che al cronista consegnano anche un’altra osservazione: «Noi da tempo facciamo servizio mensa a pranzo rispettando tutte le regole stabilite. Dal rientro in zona gialla il servizio mensa si farà ancora dentro o all’esterno?».

La pizzeria sta allestendo l’area esterna, «ma potremo accogliere contemporaneamente non più di 25 persone. Dopo sei mesi di chiusura al pubblico è un aiuto ma bisogna andare oltre». La differenza di trattamento tra locali con e locali senza distesa è il refrain di ogni intervista. Lo spirito di categoria si fa sentire e gli operatori concordano: la misura introdotta sia solo «transitoria – dice Mauro Paganelli, il titolare del bar-ristorante Leon D’Oro – Tutti auspichiamo che la vaccinazione proceda in fretta perché il passaggio alla zona gialla rafforzata porta dei benefici, ma intanto penalizza chi non ha tavoli all’esterno, inoltre da una parte espone i clienti alle intemperie e dall’altra non ci consente di poter lavorare al banco. Negli ultimi mesi il grosso dei dipendenti è andato in cassa integrazione».

Cinzia, la responsabile del ristorante “Le Querce”, rimarca che «in aprile e maggio il tempo non è stabile e si presenta con fenomeni improvvisi, umidità e temperatura comunque non sono l’ideale per mangiare di sera all’esterno. Le prenotazioni per lunedì non mancano ma poi, se all’improvviso il tempo gira e il cliente non si presenta, il cibo che ho preparato dovrò buttarlo via».

Gi.Ca.

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