«Medicina territoriale: la sanità del futuro»
La senatrice Boldrini: le mie proposte per potenziare i servizi Infermieri di famiglia, riforma Oss e psicologi di cure primarie
Se il potenziamento della medicina territoriale è un tema su cui si dibatte da tempo, l’emergenza Covid ha imposto un’attenzione rinnovata su un’esigenza non più rinviabile. È uno degli obiettivi che vedono la parlamentare ferrarese Dem Paola Boldrini in prima linea. Vice presidente Commissione Sanità in Senato, componente della commissione parlamentare Infanzia e Adolescenza e promotrice dell’intergruppo parlamentare di recente costituzione sulla cronicità, Boldrini ieri ha dedicato un focus sulla sua attività parlamentare dal 2015 a oggi «per un dovere di trasparenza verso coloro che mi hanno dato fiducia».
Rispondendo a domande e osservazioni dei rappresentanti di federazioni e associazioni nazionali di ambito sanitario, la senatrice ha sottolineato la necessità, drammaticamente confermata dalla pandemia, di rafforzare il sistema sanitario nazionale e potenziare i servizi territoriali, a cominciare dalla domiciliarità. Tanto più in presenza di una popolazione sempre più anziana che spesso trae maggiori benefici se assistita a casa senza ricorrere all’ospedalizzazione.
Vanno in questa direzione l’istituzione dell’Infermiere di comunità e famiglia, la riforma della figura dell’operatore socio sanitario (Oss) e l’istituzione dello psicologo delle cure primarie. La prima figura, quella dell’infermiere di comunità, è stata introdotta con il Decreto rilancio e nel Ferrarese si è concretizzata con il primo corso di formazione, già concluso, che ha coinvolto trenta professionisti che saranno presto inseriti nei presidi locali. Il tema è quello dell’ampliamento delle competenze che consenta ai servizi territoriali di farsi carico dell’intero nucleo familiare. Da qui anche la riforma della figura degli Oss e la proposta dello psicologo di cure primarie, che in stretta collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, sarà in grado di intercettare sul nascere i segnali di disagio - più o meno latenti in epoca di lockdown e isolamento forzato - prima che raggiungano livelli di guardia.
Boldrini ha voluto anche rimarcare il forte legame con il territorio ferrarese, assicurando il suo impegno a tutela del Petrolchimico «una realtà da cui dipendono migliaia di posti di lavoro non solo a Ferrara, ma anche Venezia, Ravenna e Mantova». Posti messi a rischio per scelte, quella della sospensione del cracking «che sono state prese altrove», rimarca la parlamentare ricordando il suo impegno per l’istituzione di un tavolo al Mise sulla difesa del quadrilatero della chimica. Impegno che per il Ferrarese, aggiunge, è rivolto anche al Piano periferie e alla salvaguardia della Camera di Commercio.
Boldrini, che tiene a sottolineare il 98,22% di presenze in Aula, è stata prima firmataria di 25 i Disegni di legge e cofirmataria di 75 Ddl. Quattro le proposte di legge diventate legge anche mediante l’assorbimento di altre proposte: dal riconoscimento della cefalea primaria cronica alle disposizioni in materia di educazione civica. Altri risultati, l’approvazione per la legge sulla costituzione del Registro nazionale dei tumori; l’istituzione della Rete nazionale della talassemia e delle emoglobinopatie; gli avanzamenti in materia di fibromialgia . —
A.M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
