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L’ATTESA PER LE SEPOLTURE A ROMA 

Raggi: «Cuore colmo di dolore ho chiesto scusa a Romano»

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ROMA. «Ho il cuore colmo di dolore. Dolore per la sofferenza di un padre che ha perso da poco un figlio e che ha espresso la rabbia di non poterlo neanche piangere al cimitero. Un dolore per la perdita di un proprio caro che accomuna tante famiglie, soprattutto in questo periodo». Lo scrive la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a proposito della vicenda denunciata dal parlamentare Pd Andrea Romano che, a 2 mesi dalla morte del proprio figlio, non ha ancora potuto seppellirlo. «Ieri ho chiamato Andrea Romano - prosegue - per esprimergli la mia vicinanza; per dirgli che, da madre, posso solo lontanamente immaginare cosa stia provando. Mi sono scusata pubblicamente con una nota perché ho ritenuto giusto farlo. Ho convocato l’azienda che cura i cimiteri per chiedere cosa sia accaduto. Al di là delle motivazioni dei ritardi legati all’emergenza Covid, mi è stato assicurato un intervento straordinario per fare fronte all’aumento del numero di sepolture».

Per contro gli operatori delle onoranze funebri romane puntano il dito sull’amministrazione capitolina per spiegare la situazione drammatica in cui versano i cimiteri romani e le lunghe attese per le cremazioni. «Io ho mail di sollecito cremazione salme datate 12 febbraio. Sono 50 giorni», si sfoga Valter Fabozzi, titolare di una storica agenzia. Una situazione che va avanti «da 4-5 anni». Le critiche sono soprattutto a Virginia Raggi «noi sono sei mesi che le scriviamo». E quale sia il cortocircuito romano lo spiega Giovanni Caciolli, presidente di Federcofit: «L’autorizzazione alla cremazione è compito dell’ufficiale dello stato civile. A Roma le domande devono arrivare ad Ama che analizza la pratica e poi la gira agli uffici competenti. Questi la ricontrollano e rilasciano l’autorizzazione che torna ad Ama a poi da questa al diretto interessato», una sorta di gioco dell’oca che allarga i tempi a 30-45 giorni. «Su base nazionale, invece, siamo attorno ai due giorni». —

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