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La Sindone sotto casa Una copia su tela alla cappella Revedin

Margherita Goberti
La Sindone sotto casa Una copia su tela alla cappella Revedin

Resterà esposta al pubblico dall’1 al 15 maggio L’evento sarà accompagnato da numerose iniziative 

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È arrivata ieri pomeriggio alle 17 nella parrocchia della Sacra Famiglia di via Bologna 148 la copia su tela del Sacro Telo della Sindone che la Diocesi di Torino ha concesso all’Associazione Templari Cattolici Italiani perché la portino nelle chiese.

Questa copia infatti proviene dalla basilica di San Francesco e resterà alla Sacra Famiglia fino al 15 maggio. Lunga quattro metri, è stata posizionata nella Cappella a destra dell’altare maggiore dove solitamente si allestisce nella settimana Santa, il Sepolcro.

«Durante la sua permanenza nella nostra chiesa diverse saranno le iniziative che abbiamo promosso – ha informato il parroco don Marco Bezzi – Lo storico e studioso della Sindone professor Giulio Fanti il 7 maggio alle 19.30 terrà una conferenza sul Sacro Telo, successivamente in data da destinarsi inviteremo un sacerdote che si è dedicato particolarmente al culto di questa reliquia con il quale condivideremo un momento di preghiera attraverso il linguaggio della Sindone. Infine dal 1° maggio al 15 maggio nella Cappella Revedin oggi splendidamente restaurata a cura della precedente e dell’attuale Amministrazione Comunale, inaugureremo una mostra con una parte dei pannelli di una rassegna più ampia realizzati proprio dal professor Fanti. L’inaugurazione del monumento invece si terrà prossimamente alla presenza dell’arcivescovo e delle autorità comunali».

L’evento ha anche uno stretto legame con Papa Francesco in quanto il pontefice lo scorso 3 aprile chiese alla Sindone di far terminare questa pandemia che affligge l’umanità invitando tutti a unirsi a una maratona del rosario che si terrà nel mese di maggio. Tutto questo viene ad impreziosire il prossimo Anno liturgico dedicato all’Eucarestia.

La vera Sindone che è conservata a Torino, è un telo di lino che ha avvolto un uomo che i cristiani credono sia stato Gesù; il termine deriva dal greco antico e significa «lenzuolo» o stoffa pregiata e costosa. È quindi un lenzuolo molto robusto di colore giallino; l’immagine corporea impressa ha invece un colore giallino ma più scuro poco contrastante rispetto allo sfondo. La radiodatazione su un piccolo frammento con il 14 C ha stabilito che possa risalire ad un periodo compreso fra il 1260 e il 1390 ma il risultato non è attendibile, in quanto il lino analizzato è stato contaminato dall’ambiente. —

Margherita Goberti

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