«Niente festa per mio figlio Resta un dolore terribile»
IL RICORDO
Martedì Massimo Bonamici, per tutti “Mici”, avrebbe compiuto 64 anni. Purtroppo però i suoi cari non potranno celebrare questo compleanno, perché Bonamici è morto lo scorso 8 febbraio all’ospedale di Cona a causa del Covid, con ultimo saluto in Certosa dato tre giorni dopo. Un grande dolore per tutta la famiglia, dalla moglie alla figlia con l’amato nipotino Fabio, il genero e il suo cagnolino. Ma a piangere il 63enne sono anche mamma Floriana e il fratello Nicola: «Una madre non può vedere morire il proprio figlio - dice la signora originaria del Comune di Ostellato -. Massimo non aveva alcuna patologia, ha preso il Covid e dopo quaranta giorni di ospedale è morto. Prima di essere ricoverato era venuto a trovarmi, ma io non mi sono contagiata. Quando era ricoverato chiedeva sempre di me, voleva sapere come stavo, si preoccupava tanto e invece è morto lui e nessuno di noi è più riuscito a vederlo. Per tutti è un dolore terribile».
Bonamici aveva tante passioni, dal calcio (era tifosissimo della Spal) alla motocicletta. Era andato in pensione giusto un anno prima, si poteva godere il meritato riposo dopo aver lavorato a lungo nel mondo della moda. Grazie al consiglio di un vicino di casa, era infatti diventato disegnatore e modellista di scarpe di lusso, aveva lavorato per grandi marchi. «Al funerale - racconta ancora la madre - è venuto addirittura un ex collega dalla Francia che lavora per Louis Vuitton, nel salutarmi ha detto che Massimo era stato il suo maestro. E all’altro mio figlio in un giorno sono arrivati oltre cinquecento messaggi di condoglianze». —
D.B.
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