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allerta dei coltivatori 

Riso del Delta a rischio con i divieti ai roghi

Andrea Tebaldi
Riso del Delta a rischio con i divieti ai roghi

Misure antismog penalizzanti: nel disciplinare la bruciatura stoppie è obbligatoria Sostituirla con l’interramento crea problemi agronomici e fa impennare i costi

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Le misure introdotte dalla Regione Emilia Romagna per il contrasto dell’inquinamento atmosferico, prevedendo forti limitazioni all’abbruciamento dei residui vegetali nei campi, determineranno «un forte contraccolpo nella coltivazione del riso nella nostra provincia». Ne è convinto Giampaolo Cenacchi, Presidente della Sezione Riso di Confagricoltura Ferrara e di Confagricoltura Emilia Romagna. Si conta a questo punto in un ritorno quantomeno alla situazione pre-emergenza smog, che termina all’inizio di maggio.

come funziona

La bruciatura delle stoppie e delle paglie di riso nel Ferrarese è una pratica che ha lo scopo di eliminare le sementi delle infestanti e di riso selvatico, i patogeni, e di evitare la formazione nel terreno di sostanze da fermentazione dannose per il riso. «I risicoltori – ricorda Cenacchi – non bruciano le stoppie per negligenza ma per necessità, soprattutto nell’area del Delta del Po, dove viene coltivato il Riso del Delta del Po IGP; per la tipologia dei nostri terreni, infatti, non esiste una soluzione alternativa. L’interramento della paglia nei terreni compatti e asfittici, soggetti a risorgenza della falda acquifera, comporta una degradazione delle paglie molto lenta con formazione e accumulo di sostanze tossiche che pregiudicano la produttività e salubrità del terreno».

Sostituire la bruciatura con interventi meccanici di trinciatura, è la sottolineatura degli esperti, comporterebbe nuove problematiche agronomiche per l’interramento oltre ad un importante incremento dei costi per l’azienda risicola.

Infine, l’asporto delle paglie per un utilizzo a scopo energetico sarebbe improponibile in quanto mancano le strutture specializzate nel ritiro e riutilizzo di ingenti quantità di questo materiale.

Il disciplinare di produzione del “Riso Delta del Po IGP” considera la bruciatura delle stoppie obbligatoria, nel rispetto dei regolamenti comunali e regionali.

le conseguenze

I nuovi divieti, insiste Cenacchi, renderanno «estremamente complicata la coltivazione del riso nel nostro territorio, ed incrementerà sensibilmente i costi di produzione; questo porterà ad una riduzione della coltivazione di questa coltura che è tipica del Ferrarese, la quale ha già visto negli ultimi anni un drastico ridimensionamento dei terreni coltivati. Questo fenomeno diventerebbe anche un problema ambientale, in quanto le risaie sommerse sono indispensabili per l’equilibrio idrogeologico della pianura padana, nonché barriera naturale per contrastare l’eccessiva acidità e salinità costituzionale dei terreni risicoli ferraresi».

Con il termine dell’emergenza smog vengono meno i motivi di divieti generalizzati agli abbruciamenti, ma esistono comunque altre limitazioni introdotte nei momenti e nelle aree in cui viene dichiarata la «fase di attenzione per gli incendi boschivi», e riguardano le attività nelle vicinanze dei boschi, di terreni saldi e arbustati, di castagneti, di tartufaie, di pioppeti e di altri impianti di arboricoltura da legno, almeno in certi orari. –

Andrea Tebaldi

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