«Se ne va una mia grande amica e soprattutto un’artista unica»
Il dolore di Iva Zanicchi, l’aquila di Ligonchio: «Lascia un vuoto enorme La nostra rivalità? Era stata montata ad arte e tra noi non esisteva»
IL RICORDO
Martina Riccò
«Milva lascia un vuoto enorme. Non era solo una cantante, era un’artista nel vero senso della parola, immensa». A ricordare la “Pantera di Goro” (al secolo Maria Ilva Biolcati nata a Goro il 17 luglio 1939) è Iva Zanicchi. «Artisti del suo calibro non ne nascono più. Ora è tutto improvvisato, cotto e mangiato, invece lei ha raggiunto risultati straordinari anche con sofferenze e rinunce», ci dice al telefono, mentre sfoglia le pagine di una vita passata in compagnia della “Rossa”. Su e giù dal palco. «I giornali avevano montato una rivalità che tra di noi non esisteva – assicura Iva Zanicchi –, anzi io e Milva ci siamo frequentate nella nostra vita privata, e appena potevamo ci vedevamo. È stata la prima a scrivermi, a novembre, quando ha saputo che ero ricoverata in ospedale con il Covid. Messaggi bellissimi che ricorderò per sempre».
Sua mamma la adorava. Non le dava fastidio?
«Aveva ragione, la ammiravo tantissimo anche io. Sia come cantante che come attrice. Una voce come la sua, scura e profonda, non c’è mai stata. E poi aveva una tale forza interpretativa... era davvero una pantera sul palco. Anche in teatro era splendida».
E nella vita privata?
«Era una persona buona. Non l’ho mai sentita criticare qualcuno. Impossibile non andare d’accordo con lei. Poi era spiritosa. Mi scriveva: allora hai finito di mangiare? Vuoi ingrassare? Mi sgridava».
Il ricordo più bello?
«Ce ne sono tanti. Ricordo di quella volta che l’avevo invitata a partecipare a un mio programma televisivo e lei ha fatto di tutto per tornare prima dalla Germania ed esserci. Abbiamo cantato, duettato, fu una puntata bellissima. Abbiamo affrontato insieme Sanremo, siamo state insieme a Napoli, a Venezia... E ci sentivamo spesso. Era un’amica. Sono addolorata per la sua scomparsa - conclude Zanicchi -, ma sono anche triste perché Milva in Italia è stata trascurata. Lei, l’unica cantante italiana ad aver avuto un vero successo internazionale, lei che in Germania cantava Brecht, e che ha portato in tutto il mondo il tango con Piazzolla. Ma da noi è così, ci vuole la morte per notare il valore». —
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